104DI SENECA SPAGNVOLOl'Epistole mandatesi da l'uno all'altro. Serisse tante sentenzemorali, che mostrano l'altezza del suo marauiglioso ingegno.Se ne porrano qui alcunc, che sono nel libro De remedius malorum fortunae, nel quale introduce la Sensualità, & la Ragione àcosì favellare.ENNIO, ET STATIO.SANNIO, e Statio che furono duo singolari lumi diPoesia & vn bell'essempio di virtuosa amicitia, visseroa tempi di Scipione Africano. Ennio tra Salentini nac-que, ma venne a Roma per la fama di M. Catone.Perch egli s'intendeua di tre sauelle, perciò era detto, compo-nendo in tutte tre versi, che egli tre cuori hauesse. La sua casasu nel colle Auentino, la qual se ben era pouera, rispetto che dipoco era contento fu nondimeno visitata da i più grand'huomi-ni di Roma, e d'Italia. Scrisse Annali Satire, e Tragedie.Tradusse Fuemero poeta dal Greco in Latino. Primo appressoLatini fu di Lauro coronato. E perch'egli fu amicissimo a Sci-pione Africano, in cui lode anche molti uersi cantò, in vita lofauorì sempre, e dopo morte gli diè luogo nella sua sepoltura, egli fe rizzar'iui appresso vna statua. STATIO Cecilio poi, ilquale fu poeta Francese visse con Ennio con vna tale familiari-
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