DI DIONE SIRACVSANO.ch'egli con esso seco haueua; da cinque mila huomini, che tuttiimitando il Capitano inghirlandati andauano, & con lieti gridisi confortauano l'uno l'atro alla libertà. Gli yscirono su le portedel la Città i principali di Siracusa a riceuerlo lietamente gli altri in questo mezo haueuano contro li famigliari del Tirannopreso l'armi, & quanti di coloro ritrouauano, che soleuano ciòche nella Città si faceua rapportar al Tiranno tutti battuti primacrudelmente, gli scorticauano. Essendo poi fra questo mezo ar-riuato il Tirāno in Sicilia, per porre Dione in odio al popolo, mādò molte lettere nella Città, come drizzate da varie donne a pa-renti loro che iui erano, & ve n'era fra l'altre vna che allo sourascritto pareua, che Hipparino scriuesse a Dione suo Padre. Laquale contra il voler di tutti Dione volle publicamente leggeonde aprendola ritrouò, ch'era Dionigio colui, che la scriuea, &che, per farlo a' suoi stessi sospetto, lo pregaua, che non hauesvoluto senza suo vtile rouinar quel Regno, & dar libertà a quelpopolo, che mai non gli haurebbe hauuto gratie, ma che si fos-se più tosto riposto in quello stato per giouare a gl'amici suoi &a iparenti ancora. Letta questa lettera, cominciò l'insatiabilepopolo a sospettare, che Dione non si volgasse, & per compiacere al Tiranno suo parente non si pacificasse con esso lui, & per-ciò egli cominciò a volgere l'animo a far nuoui Capitani, & a tichiamare specialmente Heraclide, ch'era in essilio. Il quale contutto, che fosse stato di molta autorità nella Città, & appresso ilTiranno, non era però huomo di singolar consiglio nè molto esperto nelle coſe di guerra. Venuto coſtui, & fatto Capitano dell'armata di mare, fingeua estrinsecamente di voler essere infe-riore a Dione, & dall'altro canto si sforzaua quanto poteua diporlo in odio al popolo. Non hauendo poi Heraclide potutoottennere co' suoi compagni ciò ch'egli desideraua in danno,& rouina di Dione, andò a chiedergli humilmente perdono,non oſtante, che da'ſuoi ei foſſe eſſortato a farlo morire comeſeditioſo, & inquieto, ch'egli era dicendo loro, che nella Acade-mia haueua imparato di frenar l'odio. & l'ira non più co'buoni,che co'cattiui. Et nel vero la sua ciuile, & modesta vita gli feceacquistare vn'honorato grido, non solamente presso Siciliani, &Cartaginesi, ma presso tutta Grecia, & buona parte d'Italia an-cora. Clippo Ateniese, eh'era venuto di Grecia a quella impresacon eſſo lui, & era vno de'più ſuoi cari amici, entrando in ſperāza d'insignorisi della Sicilia con la morte di Dione, gli ordi vna C6giura.con-
Soldatin ghirkendati.