AFeminoara.Hauendo due compagni consegnato certa quantità di danariad vna donna in depoſito, con patto che non doueſſe dargli ſenon a tutti due insieme, ella pure ingannata gli diede ad vn so-lo. Venne al tempo debito l'altro, per hauerne la parte sua, nèsapendo che dire, nè che fare, perche colui la fece inanzi a giu-Lite dubia.dici citare, ricorse a Demostene. Disse il citante le sue ragioni,mostrando che non douea la donna se non la parte sua dargli, enon tutta la summa, e molti al suo fauore pendeuano. Ma leyinformata dal suo auuocato, son contenta disse di darui tuttoquel danaio, quantunque io ne venga a perdere, pur che nevenghiate amendui d'accordo a torueli, secondo i vostri patti.Non puote colui trouar giamai il compagno, che iltutto furatohauea, onde per sentenza de' giudici, con l'astutia di Demostene la donna fu assoluta. Essendo stata guerra tra gli Ateniesi,e'l Re Filippo di Macedonia, trattandosi poscia la pace, diman-daua a gli Ateniesi il Re dieci valent'huomini i più saggi dellaRepublica, per fermarla con esso loro. Consultandosi dunqueil Senato di dargliei ò nò, disse Demostene il suo parere in queAppolo-sto modo. Volendo, Signori Ateniesi, vn pastore far pace co-go del inlupi, perche homai vedesse fine a tanto straccio delle misere pecpo & ca-corelle, si lasciò consigliare di dar a lupi (secondo la dimandache faceuano) tutt'i canni custodi della mandra. Ma i lupi co-me prima gli hebbero nelle mani assalirono le misere greggie, ele diuorarono, senza pur vna lasciarne. Guardisi adunque, cheil simile non auuenga a gli Ateniesi, che priuati della custodiade gli ottimi consiglieri, nō periscano nelle mani di lupo straniero. Sendo ritornati dieci ambasciatori, che vn'altra volta allo stelso Re mandarono trà quali vi fu Demostene, auenne ch'Fschi-ne, & Filocrate, ch'erano più de gli altri stati dal Re accarezza-ti, lo metteuano a l'vso degli huomini fino alle stelle. Chi di-ceua che Filippo haueua belliſſima preſenza degna di Re, chestupiua della sua accortezza, altri magnificaua la generosità nelLodiribere con altre cose assai. Demostene trà questi diceua. La beltorte inbiasimo. lezza si loda nelle donne sole, accortezza ne soffisti, e'l molteAmici.bere nelle sponghe, si che niuna di queste lodi mostraua esserdegna di Re. Fu detto a Demostene il tal pouero è amico diquel ricco, ma egli mostraua non poterlo credere, dicendo nō èamico colui; che non fa partecipe l'amico delle sue prosperità. Vnlasciuo garzone disse a Demostene, se gli huomini dicessero dime quello che di te dicono, mi appiccarei. Cui il Filosofo, an-chio
Druckschrift
Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
Seite
74v
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten