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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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6DI PIRRONE ELIESE.costumi forestieri adorno, che recatasi in stupore di tanto Filosofo, fece per amor su questo editto, che da quel tempo indie-tro fossero i Filosofi da ogni tributo essenti, & Pirrone fu da gliottimi cittadini a publico grido fatto sacerdote de gl'Idoli mas-simo. Gli Ateniesi anche loro a concorrenza de gli Eliesi gli fe.cero tra gli altri hono i questo di farlo cittadino loro, & di con-num erarlo tra le prime casate, come Diocle scriue. Hebbe mo-glie di basso legnaggio & di qui si trae di amendui la pouertà,che costei diuentò ostetrice di bambini, che noi alleuatrici, òcomadri chiamamo. Postidonio riferisce di lui, che nauigandovna volta con certi marinari Lesbij, furono allo improuiso assaliti da cosi gran tempesta, che non v'era persona nella naue,che non temesse da douero di perdersi. Solo il Filosofo stauasiin vn lato della naue sicuro, & quasi che non fosse il pericoloeguale a tutti, stauasi contemplando le opere di natura marauigliose, come che in grande agio fosse. Hebbe molti discepoli, e tragli altri suo fu, quel pazzo di Euriloco, che si lasciò tan-to vna volta dalla colera trasportare, che per hauergli il suo cuoco detto vna paroluccia torta, tolse prestamente lo schidone dalfuoco con la carne di porcello, che vi era infilzata, & gli corsedietro fino in piazza, doue gli su tolto di mano, che altrimentinon l'haurebbe finita senza morte di quel misero cuoco: degnoapunto di esser stato in vna cella del suo Ospidale dal Garzoniposto. Timone afferma che Pirrone hebbe vn genio con raris-simo alle fallacie sofistiche di guisa, che se disputando glifosse incontrato qualche sauioletto, che di sofismi si fosse volu-to seruire gli haurebbe mangiato il naso giù del volto. In segnodiche sentitone vno affaticarsi di dargli ad intender il nero perlo bianco, si tolse senz'altro dire dal circolo de filosofanti, &passò per non sentirgli il fiume Alfeo a nuoto. per fine tanto regolato nel viuere, che arriuò presso a gli nouant'anni, &mori non punto canuto, se ad Antigonio Caristo crediamo,TI