Lagrimodi donnaRispostedegne
VITATcorpo, & la memoria molto spesso. Diceua, esserui gli Antipodi, doue gli huomini in contrario a noi calcano co' pie la terra.Conſigliaua, nō douerſi ſacrificar'a gli Dij, ſenza'hauere il cuormondo, il corpo casto, e vestimento bianco. Si celebrano an-cora per suoi questi detti, che seguono. Niuna cosa si deue tan-to riuerire, dopo Dio, quanto la verità. Quando l'ira ha la fine,la penitenza ha il principio. Non può esser buon per altri, chinon è buono a se steso. Non sa parlare, chi non sa tacere.Due sorti di lagrime son ne gli occhi della donna, quelle del do-lore, & quelle dello inganno. Dimandato Pitagora, se deside-raua esser ricco, rispose che dispreggiaua con ragione le ricchezze, atte così per liberalità a perdersi, come per auaritia a marcir-si. Vdendo vna volta vn certo giouane pomposetto, che diceua parole sporche, & disoneste, disegli il Filosofo: di parolesimili a' panni, ò porta panni simili alle parole. Lasciosi vn cer-to goffo vscir di bocca, che haueria più tosto voluto hauer a fare con femine, che con Filosofi, cui riuogliendosi Pitagoraanco i porci disse, stanno più volontieri nel fango, che nell'ac-qua chiara. Dimandato qual fosse la vera Filosofia, rispose, cheil pensare alla morte, era vn perfetto filosofare. Fu il primo, secondo alcuni, che difese l'immortalità dell'anima, ma erròmentre disse, che quando vn'anima vsciua d'vn corpo, entraua in vn'altro. Sendo già carco d'anni, con quel suo gran de-sio di sapere, venne in Italia à Taranto, ad vdire quel raro ingegno di Archita Tarentino, & di là andò in Metaponto douemorì. E tanta veneratione haueuano quel'Isolani al nome suo,che f.bricarono, & confecrarono vn tempio, a memoria per-petua d'vn tant'huomo. E ben vero, che in quanto alla suamorte vi sono varie opinioni della maniera di essa. Alcuni vogliono, che mentre vn giorno sedea in casa di vn certo Milonecon i suoi discepoli, vno di quei, ch'ei non haueua gia volutoaccettate, per inuidia abbruggiò la casa, e dentroui tutti loro.Altri dicono, che i Crotonesi stessi, per paura e sospetto che Pi-tagora non si facesse vn dì lor tiranno fecero questo; e che Pita-gora fuggendo il morir in quelle gran fiamme, vscendo fuori,fosse preso; anzi che entrando in vn campo pieno di faua, pervana superstitione di non calpestarla, vi si lasciasse più tosto pigliare a man salua, & iui fosse scannato, con forse quarantasuoi discepoli. Dicearco la racconta in altro modo. Vuoleche Pitagora. per ischifare vna popolare solleuatione, si fosse aMe-