ITAze più oscure. Quelle cose anzi, che tolto haurebbono forseogn'altro stolido da gli studi incominciati, cioè gli oltraggi descolari insolenti, & le parole ignominiose di Asino, & di Boaccio dice Laertio, che lui maggiormente accesero ad imparare,spronarono nella strada difficile della virtù. Si riputaua, cosìpouero com'era, piu felice assai che tanti facoltosi huomini diAtene. Spesse volte lauorando egli la terra con la vanga, & ilbadile fu sentito a ragionar quasi sdegnato con se medesimo, &richiesto che cosa trouaua allhora di riprendere & da dire di sestesso, rispose sorridendo. Io rinfaccio ad vn vecchio canuto lasua dapocagine, & pigritia. D ceua vn certo garzonetto diFatica loLacedemonia, esser la fatica buona, sana al corpo, & officiosadata.a l'animo. Cleante sentillo, & gli rispose approuando il suo det-to. Tu non fauellasti mai meglio figliuolo, & mostri di nondegenerar punto, da gli antichi tuoi, che sempre vissero dellopra delle lor mani. Recitando vn giorno publicamente SotiteoPoeta vna sua fauola, perche si vidde applaudere dal volgo ignorante, fatto perciò insolente, mostrò a dito il buon Cleante chesi staua da pouerello in vn cant oncino per dimenticato, & disse.Vedete vedete quel pazzo dormiglione di Cleante. Fu stupo-re, & s'auide il popolo che il saggio huomo così oltraggiato nonrispose, non si tolse di luogo, non cangiò il colore, non fece ca-so delle parole dell'insolente poeta, ma con filosofica patienzaPoeta'in-la Sì passò. Et ne segul che tutta quella adunanza riuolse nonsolentegià ridendo, ma in modo di marauiglia gli occhi in Cleantesolo, sussurando voci, e parole honoratissime del modestissimohuomo, & lasciando Sositeo ciarlare come vna gazza insuppaa senza audienza, & senza fauore alcuno alle sue magte buffoerie. Chi non crede poi la strema sua pouertà & miseria, siaccia a leggere Laertio, doue scriue che per carestia di papiroqual per comprare non haueua soldi, scriueua in breuissime no-te la lettione di Zenone sù le osse de'buoi secche, & sù quelle co-se che prima gli si poneuano innanzi di legno ò di rame. Contutto ciò che paresse a gli altri il piu vilipeso, & abietto, Zenone però alla morte sua lo fece suo successore nella catedra, gliraccommandò la Scuola, & pur ve n'erano de gli altri maggioCösigliri per aura popolare, & vana ostentatione di lui. Mori finalda nötomente a questo modo. Se gli andò putresacendo a poco a pocola gengiua, tanto che gli pose vn'acuta febre attorno, ei medi-ci dieronli questa ricetta, che per due di stesse senza mangiare.Tanto
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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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