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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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ITAcariche d'annacella, & si lasciaua crescer giu stesa vna bella zaz-zera. Hebbe d'Ergilide concubina sua, per cui fece anche qual-che pazzia, vn figliuolo, che Nicomaco dal nome del padrechiamò. Egli, perche sendo ancor viuo Platone suo maestro,della sua scola si parti, gli diede occasion di dire queste paro-le; Aristotele ci ha tirato de'calci, come fa apunto il polledrocontro la madre, Fu cosi ardente nello studiare, che ben inpochi anni fece profitto incredibile. Eu questo Eilosofo tantoriputato dal Re Eilippo di Macedonia, che essendogli nato il fi-gliuolo Alessandro, gli scrisse di tal tenore vna littera. FilippoRe di Macedonia ad Aristotele sapieniissimo Filosofo salute.Sappi che mi è nato vn figlinolo, di che riferisco gratie a gliDei non tanto perche dato me l'habbiano, quanto perche lofecero nascere al tempo del viuer tuo. Imperoche io spero chefia da te molto ben dottrinato si che diuenga lume, & orna-mento del Regno nostro. Visse Aristotele dopò la morte diPlatone ventitre anni, & vien creduto che per inuidia dellasua fama molti libri del suo maestro abbrusciasse. Nella sua vi-ta parte si occupò nello insegnare ad Alessandro, parte andòper lo mondo inueſtigando i ſecreti di natura, & parte compo-se l'opere, che lo mostrano in tutte lediscipline singolarissimo.Hebbe tra suoi discepoli molto caro Calistene da Olinto, qualevogliono alcuni che fosse anco suo parente; e perche l'udiua spes-so fauellare troppo più liberamente, che anco quell'età noncomportaua, vogliono che lo riprendesse cō dirgli, Figlio micte ne morrai tosto, se non guardi quello, che tu di, & cosi auen-ne. Poiche letto hebbe in Atene tredici anni continui celata-mente, e più che di fretta bisognò, ch'andasse in Calcide, perche in quella superstitione su accusato per heretico, se ben altrialtre ragioni n'adducono. Parue che il sospetto, per il qualemorto dal Re Alessandro, Calistene suo, facesse alquanto sde-gnato lo stesso Re contro di Aristotele. Perche i prencipi nontanto mirano a gli errori de'discepoli, che si scordino di consi-derare chi fu il suo maestro. Pur'è costante opinione, che Cali-stene morisse innocente, per non voler condiscendere alle adu-lationi de gli altri di quella corte. Non è da lasciare, perchesi vegga quante hore rubbò al sonno, per darle allo studio;ch'alcuni vogliono, ch'egli vsasse molto spesso di addormentarsi con vn palla di ferro nella mano, la qual teneua alquanto fuo-ri delletto; e questo affine che, quando il sonno maggiormen-