fizse beiartigiano
DI MENEDEMO.publica, così ansiosamente ui attendea, che tal volta volendo,per il sacrificio, posse dell'incenso nel turibolo lo metteua fuo-ri, perche l'animo era tutto occupato da considerationi. Fu dibuona complessione di corpo, e gia sendo vecchio, non menoera fermo, e gagliardo, che vn lottatore. La faccia era adusta,la statura era mediocre; ilche cauò Laertio da vna statua di lui,la qual si vedeua in Eretria nella pianora doue si faceuano igi-uochi. P erche gli venne poi'non sò che indispositione, che lofaceua star fuor dell'ordinario suo, melanconico, dessi à fare Melanco-nia comespessi conuiti à gli amici, volendou sempre Poeti con lui, come caeciata.Arato, e Licofrone suoi partiali, Musici ancora. Haueua vningegno vario, & astuto al possibile, & nel componere accōmodaua il dir in guisa facile, e chiaro, che se ben hauesse volu-to esser oscuro, non poteua. Heraclide vuole, ch'egli fosse Pla-tonico, e che la Loica dispregiasse. Hauend'ei ydito vno, chechieſto qual foſse il maggior bene, riſpoſe : l'hauere ciò che ſidesidera; No rispose, ma il desiderare quel solo, che bisognofà. Niente scrisse, nè compose, come Antigono Caristio affer-ma. Nelle dispute era si pugnace, ed ostinato che si partiua daesse con gli occhi infiammati: e se ben di parole era tale, ne' fat-ti però era molto piaceuole. Fu tanto amico di Aſclepiade chedouendo amendui ammogliarsi, l'vno la madre, e l'altro la fi-glia si prese, & habitauano insieme in vna casa. Anzi sendomorto Asclepiade prima di lui, perche certi forastieri non sa-pendo ciò, con occaſione di venir à certi giuochi, eran venutiad Eretria, e batteuano alla porta di Menedemo, pensando chenon fosse Asclepiade, & erano scacciatti da i fanciulli, che giuo-cauano iui pre$$o l'v$cio; Menedemo $ce$e le $calle, gl'introdu$$econ dire; Se ben Asclepiade è sotterra, tuttauolta sappiate pureche l'istesso ui apre, per farui ogni possibile cortesia. E così nonmancò di far loro quanto portaua l'interesse dell'amistà, che conmorto amico haueuano. In gran riputatione egli fu appressosuoi Eretriesi, si che gli fu il gouerno della città dato nelle ma-ni, & fu piu volte ambasciatore a i Re Tolomeo, Lisimaco, e Demetrio. Anzi per la grande amistà c'haueua col Re Antigono,fu sospettato, che non tradisse la città, e patì molto per questo. Ese ben alcuni dicono, che si tolse perciò volontario bando dallapatria, per vedersi scoperto in tal fallo, altri però dicono, chefosse vna mera calunnia. Tuttauolta questo è chiaro, che sendosi condotto con la moglie, e sigliuoli alla corte d'Antigono, viC 4 morì