ITAche tutti gl'altri innāzi à lui si erano dati alla naturale, & alla Metafisica. Aiutò d'Fupolio, à scriuer Tragedie. Fù scultore, &Grā for. fece le gratie, lequali furono poste nella rocca di Atene. Nell'atza del dte oratoria fu tanto vehemente, che itrēta tiranni gli vietaronod insegnarla per dubbio c'haueuano della sua grande persuasiua. Con tutto che nelle arti fosse versatissimo, sempre vsaua didire; Vnum scio. quod nihil scio, questo sò solamente, che nul-la sò. Castissimo fù della persona, & giusto in tutti gli atti suoi,Patienzsi che n'era più diuino, che humano tenuto. Fu trouato piùSocrativolte, da vna mattina a l'altra, ch'era stato sempre immobilenel suo studio filosofando. Fù di così mirabil patienza, che al-cune volte disputando, hebbe di brutte mazzate, & ogni cosasofferiua. Laonde hauendogli vno dato vn calcio, & essendo-gli dimandato, come poteua fare a non turbarsi, ri pose. Sevn'asino mi desse vn calcio, per questo non lo farei conuenire,perche adunque non harrò patienza, a colpi de gli animali ra-gioneuoli. Quando egli haucua grande ira, poco ò nulla nelvolto cambiauasi. Essendogli riferito, che vno gli haueua det-te molte ingiurie, a me non ha detto rispose, perche di nulla diciò c'ha detto, son consapeuole. Soleua dire, che l'huomo ol-traggiato mai s'adira, se non quando gli vien detto il vero. Volendo quei d'Atene aumentare la città, che per le molte guerreera scema di gente, ordinorno ch'ogn'vno, ch habitasse in Ate-ne, & che ogn'altro forestiero, o pur anco Cittadino, douesseDue mo- due mogli pigliare. Onde Socrate costretto da questo decre-gli di Soto prese Santippe, & Amitta nipote d'Aristide Filosofo, donnecrate, caper sua mala sorte le più rissose del mondo. Contendendo elriue.leno spesso insieme per Socrate, se'n rideua l'huomo saggio,poiche quistionauano per la sua persona, che in vero era difor-me. Conciosia, che su brutto di corpo, col naso scimo, con latesta calua, di collo, & spalle pelose, di capelli, & barba incul-ta, & di corte braccia. Molte, & molte gli ne fecero, le dueSocrateFruttobuone mogliere, nè quella fu men dell'altre bella, quandoamendue adirate se gli auuentarono adosso, & di casa caccian-dolo gli fecero mille oltraggi. Et quando volle pur a casa il patientissimo Filosofo tornarne. la buona Santippe giù della fenestra gittoli delle lauature di scodelle adosso, si che sconciamenSantippe te lo imbrattò. All'hora il saggio huomo, che sapeua di hauermogliecon donne a fare, scuotendosi la veste, nient'altro disse, se nō,pessima.sapeuo ben io, che naturalmente dopò i tuoni, se'n viene la piog-gia=
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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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