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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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Beni diBianteMarinarivitiosi.

VITAsu Priene liberata. Recita Valerio, che sendo vn'altra volta presa Priene da nimici, & fuggendosene ogn'vno, con quel dirobba, che portar poteua, sol Biante se ne partì in farsetto leggiero, e con poca fretta. Vno dunque, che non puote hauerpatienza di tanta, che semplicità gli pareua, à lui riuolto; Per-che ne vai (disse) ò Biante, senza teco qualche cosa portare?egli, omnia mea bona (rispose) mecum porto, tutt'i miei beni mecone porto hauendo riguardo alla scienza, ch'egli hauea. DiceuaBiante, che bisognaua render si familiare a tutti, perche il fasto,& la ſuperbia fu ſempre odiata. Diceua che colui è infelice, chenon puo le infelicità sofferire. Che non si deuono le cose impos-sibili desiderare. Che non si deue ricordar il male passato di al-cuno. Ch'è piu perigliosa cosa giudicare fra due nemici, che fradue amici; perche de gl'inimici l'vno sempre ti acquisti, e degli amici vno ti s'inimica. Diceua, che si doueua misurare il tem-po, come se si hauesse a viuer poco. Che si doueuano le pro-messe osseruare. Non parlar souerchio, veloce nel dire, anzi presto ad vdire altrui, e tardo a rispondere. Che non si deuelodar alcuno, per ricchezze c'habbia. Tutto il bene che si faattribuirlo a Dio. Che non v'è piu buona, & sicura possessione,della sapienza. Che l'huomo non deue esser inconsiderato nelfar amicitie, per nou hauerſi poi di quelle a pentire. Diceua duecose esser molto nimiche de' buoni, & saui consigli, la troppaprestezza, & l'ira. Che il beneficio, quanto è piu presto, tantoe piu grato. Dimandato, qual'è il piu sfortunato huomo, rispo-se, quello che non puosofferire i trauagli. Essendo vna vol-ta sopra di vna naue, agitato da gran fortuna, & sen-rendo che i marinari huomini maluagi, chiamauano i Dei, che gli aiutassero, riuolto a lo-ro, tacete disse, che i Dei non senta-no che siate qui in mare. Vnavolta sendo richiesto qualcosa è piu amara, ri-spose, la mutatione dellostatobuono, in cattiuo. Visseal tempo di Sede-chia Re diGiudea.VITA.