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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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wij dellacompo-dagtranno,e Cresonochdimando

DI SOLONE.per conciliarsi gli animi di ciascuno, fugendo quel nome maledetto di tiranno. Essendogli morto vn figliuolo, & piangendo-lo amaramente, fu di cotal pianto ripreso, come che in vanoquelle lagrime sopra vn morto gettasse: ma egli rispose, nonpiango tanto la morte del mio figliuolo, che nel vero non harimedio, quanto la mia, che non potrò à verun modo fuggire.Essendo vn amico di Solone molto melanconico, per certe auuersità soprauenutegli, volendolo racconsolare il menò sopra vnmonte, di doue tutta la città scopriua, & gli disse, che douesseTrauagliper tutte le case, & edifici di quella guardare, considerando del mon-quanti pianti erano stati fatti sotto a quei tetti, quanti al presente sene faceuano, & quanti per l'auenire ne fossero per farsi, &così a esempio altrui si consolasse. Scriue Valerio Massimo, cheveggendo Solone vn suo caro patir gran trauagli, disse per consolarlo, che se tutti gli huomini del mondo potessero tutti i loro alfanni ad vn luogo recare, & poi quelli hauessero à diuedere, niueno potrebbe la ſua parte à caſa portarne, tanta ne toccarebbe àciascuno. Disse molte rare sentenze. Che l'huomo non deuepigliare amicitia eo si presto, & presala non così di facile lasciarla. Che si doueua consigliare altrui di ciò che più gli è vtile, &non di quello che egli è più soaue. Che la bilancia deue pareggiarsi, fra colui che commanda, & quello ch'essequisce il com-mandamento. Che niuno mentre viue può felice chiamarſi, masol dopo morte. Che le leggi son come le tele d'aragni, lequaliLeggi telsolamente gli animaletti piccioli ritengono, & gli grossi, & posle d'ara-senti lasciano andare, & si rompono; intendendo per piccioli ipoueri, i qual per ogn picciol difetto caggiono nella rete, &per groſſi i ricchi, & potenti, che trapaſſano rompendo tutte leleggi. Trouandosi Solone fra vna gran compagnia, doue tutte divarie cose fauellauano lui solo tacendo, gli dimandò Periandro,s'egli taceua per ſaper fauellare, ò pur per follia. Cui il ſagPazzirispose; che niun pazzo poteua tacere. Dimandato da vn ricponno tachissimo huomo, se si trouaua molto tesoro, rispose che si; ma cere.che fra il teſoro di amendui, v'era queſta differenza, che il ſuonon si poteua per caso veruno perdere & distribuito non sce-maua; ma quell'altro poteua perdersi, & per ogni minima di-stributione scemarsi. Richiesto quale doueua esser colui, che vnpopolo gouernasse, diede per risposta, che prima douea reggeise stesso, & poi altri, che così sarebbe diuentato giusto altrimentisarebbe come quello, che vuol fare dritta vn'ombra, prima cheA 3 dirizzi