DE FORESTIERI 379naturale, il quale trovandosi a Miseno,Città hora distrutta presso Baja, al go-verno dell'Armata Imperiale, nella not-te precedente al primo di Novembre,mentre egli studiava, senti da sua sorellaessere apparita una grandissima, ed inso-lita nebbia verso il Vesuvio; la qual cosaudita, tolse alcuni libri da far notamenti,ed imbarcatosi sù le Galee, che havevanel Porto, non sapendo, che il Monte diSomma bruciasse, andò per investigarela cagione dell'inusitato prodigio, e sebene gli altri spaventati fuggivano dal-l'incendio, egli senza timore volentierivi andò, ed approssimato alla Città Pompeja si accorse dell'incendio; e mentreche osservava quanto in quello scorgeresi poteva, patendo egli di strettura dipetto sovrapreso da gran caligine, e puz-za sulfurca, cadde, e morì subito; dellacui morte parla il Petrarca nel Trionfodella Fama al cap.3. così dicendo:Mentre io mirava, subito hebbi scortoQuel Plinio Veronese suo vicino,Aſcriver molto, a morir po co accorto.La Seconda avvenne nel 243.5. La Terza fù nell'anno del Signore471 di cui così favella l'EminentissimoBaronio: Ardendo il Monte Vesuvionella Campagna, dicono Marcellino, eProcopio, che mandò fuori tanta cenere,e sì lungi, che comprese quasi tutta l'Eu-ropa. Di che quegli di Costantinopoli,ove
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Guida de' forestieri, curiosi di vedere, e d'intendere le cose più notabili della regal città di Napoli ...
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