14CAPO II.Si accenna la Varietà di altriIſtromenti, e la difficoltà dipoterli descrivere.Ltre li già accennati Istromenri usati dagl'Antichi Ebrei, liquali non si possono con certezza descrivere; altri molti se nepossono riferire usati da diverse Nazioni, alle quali tutte fùsempre grata la musica. Questi, ò per la successione del tempo,ò per la varietà delli medesimi, ò per la memoria perduta, sonosi difficili a riconoscersi, che in modo alcuno non si possono concertezza nè meno nominare, e molto meno asserire, se gl'antichicorrispondono a quelli nella nostra età adoperati; esempio ne siaun breve Catalogo d'alcuni riferiti dall'erudito Bulengero a car. 365.del suo Teatro, alla spiegazione delli quali certamente si ricercaun Edipo, che possa prima indovinare la forma, e la qualità diciascuno.Sunt autem, dice egli, quae digitis aut pectine feriuntur, Lyra,Cythara, Barbitum, Chelys, Psalterium, Organa, Sambucae, Pi,ctides, Forminges, Phenix, Spadix, Lirophenicium, Clapsi-ambus, Periambus, Jambuca, Siridapsus, Epigoneum, quodhabet chordas 40. Simicum 35. Monachordum est Arabum inven-tum, Tricordum fustharium, loris, & crudo Corio Bubulo aptumerat, Caprarum Chelae, seu ungulae prò plectro erant. Psithyra fuitquadrangers, quidam usum faciunt cùm Ascaro, qui later-culus erat cubitalis canens per attractas pinnas, quae circumuersae,sonum efficiebant crotalo similem. Est Magadis Tracum, Pelix estIstromentum, quod psallitur, Citula Istrumenti species, gallisChrotta, ſpecies tibiæ Anglicæ.Sin qui il Burlegero con pari eloquenza, e dubbiosa signifi-cazione di voci da potersi riconoscere li diversi Istromenti indicati.Senza dunque formare questioni inutili, e proporre dubbiose ricer-che esporremo quelli Istromenti, delli quali non si può dubitare,nè sarà dispiacevole cosa il riconoscere la forma di ciascuno espressanel-
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