⸳ 6 ℔cantuque, dicta Musica per derivationem à Musis, quas à Iove, &Minerva natas eße finxerunt Poetae.Di queste Muse scrissero molti, e molto finsero gl'Antichi,delli quali basti qui addurre Ausonio, il quale ne riferì li nomidi ciascuna nelli versi seguenti Aedil. 20.CLIO geſta canens tranſactis tempora reddit;MELPOMENE tragico proclamat moesta boatu,Comica lascivo gaudet sermone THALIA,Dulcisonos calamos EVTERPE flatibus urget,TERPSICORE affectus cytharis movet, imperat, urgetPlectra gerens ERATO, saltat pede carmine vultu,Carmina CALLIOPE libris heroica mandat.VRANIA Coeli motus scrutatur, & Astra,Signat cuncta manus loquitur POLIMNIA gestaMentis Apollineae vis has movet undique Musas,In medio reſidens complectitur omnia Phoebus.Diodoro Siculo Istorico, e Poeta di gran nome trà li Greciscrisse, che Osiride Dio degl'Egizj dilettandosi molto della Mu-sica riferì nel libro delle Muse, che confermò lo stesso numero aVarrone però riferito da S. Agostino disse, che un'antica Cittàordinò a trè insigni Scultori, che ciascuno esprimesse trè Muse,mentre credevano, essere tali di numero, a fine di collocarenel Tempio quelle, che fossero state stimate di migliore lavoro,e perchè tutte furono giudicate ottime, furono elette tutte, edin vece di trè, ne numerorono nove, e collocate nel Tempio diApollo, fù a ciascuna da Esiodo imposto il nome, che senza raggione stimavano essere trè sole, imperochè (dicevano) risultala Musica da trè cagioni, cioè dalla voce di quello, che canta,secondariamente dal fiato, onde risuonano le Trombe, ed altriIstromenti, in terzo luogo dalle percosse, e dall'impulso, onderisuonono le cetere, e simili. Riferisce il Giraldi, che la sopra-detta Città si diceva Sicione adduceudone il testimonio di Au-sonio.Tres solas quondam tenuit qua dextera PhoebiSed Sieion totidem ternas ex aere sacravit.E Paufania riferi, che li sopradetti Artefici, si chiamavano Ce-Afin Gl'-sodoto, Strongilione, e Olimpiostene
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