ZAMPIERI.345veleno, si era ridotto in tauola à cambiare le viuande à sorteNelle quali ansietà, & angustie consumandosi in lui il vigore,e lo spirito, a poco, a poco, gli mancò la vita, il giorno 15.d'Aprile l'anno 1641. di età sessagenario. Così mori Domeni-co perseguitato dalla fortuna, e dall'inuidia, & hauendo giàtrè anni prima, cominciato la cupola, subito morto, fù ilsuo lauoro gittato à terra, e data al Lanfranco, concitate levoci contro quest'opera, sotto pretesto che fosse di mano d'unsuo discepolo. Vennero costretti gli heredi à restituire i de-nari, ch'egli haueua riceuuto à buon conto, & appena otten-nero di perderui due mila scudi. Scriueua Domenico à gliamici, che gli restaua ancora vn'anno à compir l'opera, dopòquale, sarebbe, senza fallo, tornato à Roma; ma preuenutodalla morte, e seco spente le sue fatiche, della tauola grande,che restaua, fù successore lo Spagnoletto. Hebbe il suo ca-dauero sepoltura nella Chiesa Arciuescouale, doue haueuadipinto; e questo esito riusci à lui felicissimo, per hauerlo tol-to da vn'attione penosa, & apertagli la beatitudine; alla qualesi può credere che li suoi giusti, & innocenti costumi, e la suainuitta patienza l'habbino guidato. E benche senza pompae senza honori, rimanesse il mortorio, e la tomba, vi fù purchi si dolse, parlando in sua persona, con li seguenti versi.Arte mea fuerim, quid prodeſt, alter Apelles;Aequarim Zeuxim, Parrhaſiumque manu!Impar inuidiae cecini, mortale sepultum est:Post cineres viuit nescia fama mori.Fu in Roma pianta la sua morte, ed oltre l'essequie, l'Accade-mia venerò la sua memoria, con publica oratione, compostae recitata da vn suo Accademico il Signor Gio: Battista Passeri, accompagnata da lugubri carmi. La faccia di Domenicoera rubiconda, gli occhi di color celeste, le guancie piene madiminuiua alquanto nella parte del naso, che non lo rendeuaaffatto signorile; ancorche per la canitie venerabile. Cerca-ua di aiutare con l'arte, sin li difetti naturali del corpo; poi-che inclinando li piedi indentro, passeggiaua da se solo e si stu-diaua regolarli in fuori, e così mitigò con l'habito quella car-tiusXX
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