24DOMENICO4Dopo nel tempo fresco Domenico venuto à Roma viueua in continua afflittione, consumando i giorni inutilmente, emolto più nell'assenza, e ritentione fattagli in Napoli della mo-glie, e della figliuola; finche dopo interponendosi il medesi-mo Cardinale Aldobrandino, fù aggiustato che l'una, e l'altrafossero messe in libertà e potessero venire à Roma à ricondur-re Domenico, con sicurezza di tornar presto à Napoli à fornirl'opera. Nel tempo che egli si trattenne in Roma, che fù oltrevn'anno, dipinse vno de' quadri del ViceRè, rappresentanti licostumi de'Romani antichi, & era quello de'funerali, e dei-ficatione de gl'Imperatori, con la decursione, doue frà l'altrefigure, vi sono alcune donne, che piangono. Era nondimenofatale che questo Artefice andasse à morire in Napoli infelice-mente, e vi lasciasse in preda delle auuersità l'ingegno, e lavita; là doue ritornato, si aggiunse alle solite amarezze l'vltima,e la più graue, restando corrotte, e congiurate à suoi dannifin le sue genti, seruitori, e serue, e fino vn suo proprio Co-gnato, ch'ei nutriua in casa à sue spese, per vendere con la suamorte, la figliuola vnica herede. Tanto male era cagionatoda vno che anhelaua alla ſua robba, col matrimonio di queſtasua figliuola; & essendo perciò costui mal visto da Domeni-co, vsaua ogni mezzo per farlo perire di disgusto, ò in altromodo. Vnitosi questi co' pittori emuli, frà l'altre peruersità,corruppero sino il Muratore della fabbrica, e l'indussero adincenerire la calce dell'incollatura; accioche cadesse subito lapittura, come auuenne, che volendo egli ritoccare vna dellenistorie principali, trouò sotto la ricciatura fatta di materia dicenere, e di calcigna, che tutta cadeua, et andaua in pezzicrepata, e staccata dal muro, come Domenico fece vedere, etoccare con mano alli Deputati. Questi impedimenti dellanimo, e dell'opera lo ritardarono molto, non ostante chefornite l'altre cose, hauesse cominciata la cupola, e gli man-casse vna tauola grande ad olio. Ma egli non riputandosi si-curo ne meno trà suoi, e nella sua propria casa, consumauasiin continui sospetti, venuto à tanta infelicità che non si fida-ua più nè della moglie, nè di altra persona, e per tema di ve-leno
atro quenepoloperderdagli restrebbeme, e secma, fùsepolturarequestoimonenderech###sparl.277###.Pyl civeremhmhvat