130AGOSTINOn'era morto in Parma. Fù questo pensiero dell'honoratissimo, e valorosesogget to Sebastiano Razali: ma trouandosi egli nel tempo di farlo, fuori diBologna, ne fù data la cura à Baldassarre de gli Aluigi, e molto considera-tamente in vero per esser egli studiosissimo giouine, di risoluto, e viuacis-simo spirito, e di ben degna aspettatione. num.4.Il quinto, & vltimo luogo fù Gio: Battista Busi, non già vltimonell'intendere e nell'operare, aspettandosi di lui riuscita mirabile. Presecostui l'occasion del suo quadro dalla fauola di Venere, & Adone, cheAgostino già dipinse Vosignoria Illustrissima; con presupposto, c'ha-uendoui egli figurato Adone bello in maniera, che Venere inuaghitasene, ritardaua di ritornare in cielo, poco curando gli amori di Marte, cheperciò l'istesso Marte leuaße dal mondo Agostino, accioche non gli ritar-dasse i suoi diletti col dar occasione alla bella Dea di scendere in terra;onde fece Marte, che violentemente lo rapiua portandolo al cielo, e la-sciando riuolti sossopra gli stromenti da dipingere. E fù animata questainuentione con le parole ADHVCINVIDIA PROFVIT.num. 5.Nelle alette lungo la colonna si vedeano e nella faccia destra, & inquesta sinistra segnati i gieroglifici seguenti, vn cipresso, vna meta, vna roc-ca col filo rotto dal fuso, vna lucerna ardente sopra vn dado o cubo, la lette-ra A. Il cipreßo la morte, la meta il termine, la conocchia col filo rotto lamorte, la lucerna ardente sopra il cubo la perpetuità, e stabilità della vita,la lettera A il principio, conteneuasi il senso nel titoloMors terminus mortis, perennis vitae principium.Si spese tutta quella mattina, in celebrarsi sacrifici, per l'anima delmorto gran parte fatti da Sacerdoti, che non da altro vi furono indutti,che dall'affettione, & osseruanza, c'haueano portato alla persona; & allavirtù di lui, & il simile fù de i Musici principali della Città, che vi cantarono l'officio; al quale interuennero tutti gli Academici in habiti lugubriin luogo appartato, e nel fine fù recitata la Oration funebre da Gio: Bat-tista Bertusi, con tanta gratia, e bella maniera, quanto bastò per compi-tamente rappresentarne la bellezza degna di chi la compose, che fù LucioFaberio persona singolare, se si riguarda alla piena eruditione, & alla co-gnitione, che hà delle belle lettere; ò pure al poßesso che tiene delle virtù,che posson o render felice vn'huomo ciuile; il qual'essendo di vantaggio oc-cupato in grauissimi affari; tuttauia per l'antico amore che porta ai Car-rac-
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