CARRACCI.79E perche si trattò nella nostra Academia di San Luca di far is-colpire nella Rotonda questa inscrittione vltima, à la to quel-la di Rafaelle, vi aggiungemmo questi pochi versi.QVOD POTERAS HOMINVM VIVOS EFFINGERE VVLTVSANNIBAL HEV CITO MORS INVIDA TE RAPVITFINXISSES VTINAM TE MORS DECEPTA SEPVLCROCLAVDERET EFFIGIEM VIVVS ET IPSE FORES.Questo fù il breue funerale dedicato ad Annibale, ma s'io nonm'inganno, la più degna pompa, ch'egli hauer potesse nellasua morte, gli fù celebrata dalla fama, che con altrettantelampadi accese, quanti furono i lumi del suo pennello, nonaccompagnò già vn morto alla tomba, ma nelle tenebre delsepolcro accrebbe il lustro di vn splendidissimo nome; e qualehora l'età presente l'ammira, tale inuero con priuilegio d'im-mortalità, lo trasmette à secoli futuri. Era il volto di Anniba-le impresso di studiosa malinconia, e di colore alquanto oliua-stro, con gli occhi intenti, la fronte magnifica, e'l naso ro-tondo. Li peli suoi tirauano al biondo; non si radeua, ma siattondaua la barba, lasciandola crescere naturalmente, Eranel resto proportionato, & accompagnaua il suo andamentocon aspetto amabile, e modesto.Siamo obligati à gli studij, & alla sua eruditione, veneran-dolo come ristauratore, e principe dell'arte restituita, &inalzata da lui nuouamente alla vita del disegno, e del colore,raccogliendola per terra in lombardia, & in Roma. Si accor-dò principalmente alla soauità, e purità del Correggio, et allaforza e distributione de' colori, di Titiano, e dalla natura-le imitatione di questo maestro passò alle più perfette idee, &all'arte più emendata de'Greci, perche quali statue di Agatia,ò di Glicone farai superiori à quelle sue finte di chiaroscuronelli modelli de'Termini della Galeria Farnese? quali Herco.li, ò se ti pare giganti di Michel Angelo preporrai à gli Herco-li, e Polifemi da lui dipinti. Mostrò egli il modo di far profittoda Michel Angelo, non da altri conseguito, & hoggi affatto ab-ban-
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