L'IDEA11à caso compongono li corpi. Così l'arte della Pittura da co-storo viene condannata all'opinione, & all'vso, come Crito-laò voleua che l'eloquenza fosse vna vsanza di dire & vna pe-ritia di piacere τριβὴ, & κακοτεχνία, ò più tosto ἀτεχνία habito,senz'arte e senza ragione, togliendo l'ufficio alla mente, e do-nando ogni cosa al senso. Onde quello che è somma intelli-genza, & idea de gli ottimi Pittori, vogliono essi più tosto.che sia vn vso di fare di ciascuno, per accomunare con la sa-pienza l'ignoranza; ma gli spiriti eleuati sublimando il pensiero all'idea del bello, da questa solo vengono rapiti, e la contemplano come cosa diuina. La doue il popolo riferisce iltutto al senso dell'occhio: Loda le cose dipinte dal naturaleperche è solito vederne di si fatte, apprezza li belli colori, enon le belle forme, che non intende; s'infastidisce dell'elegan-za, approua la nouità; sprezza la ragione, ségue l'opinione, e si allontana dalla verità dell'arte, sopra la quale comein propria base è dedicato dell'Idea il nobilissimo simolacro.Ci resterebbe il dire che gli antichi Scultori hauendo vsatol'Idea merauigliosa, come habbiamo accennato, sia perònecessario lo studio dell'antiche sculture le più perfette, per-che ci guidino alle bellezze emendate della natura; & al me-desimo fine dirizzar l'occhio alla contemplatione de gli altrieccellentissimi maestri, ma questa materia tralasciamo al suoproprio trattato dell'imitatione, sodisfacendo à coloro, chebiasimano lo studio delle statue antiche. Quanto l'Architettura diciamo, che l'Architetto deue concepire vna nobileIdea, e stabilirsi vna mente, che gli serua di legge, e di ragio-ne, consistendo le sue inuentioni nell'ordine, nella disposi-tione, e nella misura, ed eurítmia del tutto e delle parti. Marispetto la decoratione, & ornamenti de gli ordini sia certotrouarsi l'Idea stabilita, e confermata sù gli essempi de gliAntichi, che con successo di longo studio, diedero modo àquest'arte; quando li Greci le costituirono termini, e proportioni le migliori, le quali confermate da i più dotti seco-li, e dal consenso, e successione de Sapienti, diuennero leg-gi di vna merauigliosa Idea, e bellezza vltima, che essendovnaB 2
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