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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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Sua face Amor;Che a me se lieta seiLo del,Ma ti sovvenga ancor.Venil. Tu confuso non parli:Teleg. D'una sciagura, che ritrosa cedeE la confusion l'ultimo oltraggio.Venil. Vieni, ne' piu t'involiA me fiero Destin Naus. T'arresta. Io tacquiFin che d'inutil fiamma arse quest'Alma:Ora ch'all'amor mio devi la vitaParmi ſenza roſſor ch'io chieder poſſaDa te merce d'affetti:Venil. Io lo salvai. Naus. Fur le preghiere mie.a Laodamante.Venil. A me tu no l donasti?a Telemaco.Ndus. Alla Parca imminenteTu per me no l rubbasti?Laod. Se meritar con dono tal m'è datoIl tu amor, la tua fe, ben me ne vanto,Ma se a far un ingrata el sol miserve,Io la Gloria funesta altrui ne cedo.Telem. Avverti Nausitea, s'alle saetteIo lo tolsi di Morte,Che renderlo al periglioPotria