SCENA VIII.Venilia, Nausitea, e detti.Delirio di duolo,LE de' pensieri ingannator fantaſma,O sì vago anche in ombraSei tu morto amor mio?Nau.Tu vivi? Venil. E vivi ò Dio:Laod. Vive perchè non mori, e per me vive,Che de' miei danni fabbroa Venilia.Così ben ubbidiscoAl tiranno pregar del tuo bel labbro.Telem. Il Rivale, che salvo a te presentoTi parla in mio favor, ancorchè muto. a Nausi.D'un utile Vendetta il cor si priva,E l'Amor nostro a tanto segno arriva.Ritorni un lieto risoIn visoO cata a te.Più bel fulgor l'accenda,RisplendaAl par della mia se.Laod. Risuegli in que' béi raiOmai
Suz