Troppol'invidio il vantoD'onorato morir da sì bel pianto.Teleg. Spazio per gare indegneFolli vi mancheria, se da legamiSciolta giſſe la man. Telem. Quella crudeleQuanto sia l'Amor mio scorga dal dono. tra se.Laod. Di superar se stessaNon è sì vil l'esempio,pur tra seChe porgo a lei, di cui Porrore io ſonoTelem. Meco. Laod. No meco. Teleg. TroppoDietro de'passi vostriIo mossi orme servili.Quindi non mi trarrà, fuor che la Morte:Per suenar chi è in CateneCercate forse i Nascondigli o vili?Che badi, che tardi?Impiaga, traffiggi;Vinsegna il mio voltoL'ardir nelle stragi.Ebbro d'ira, e di velenoor all'uno, or all'altro,Per squarciarti:LacerartiEmpio il cor, indegno il senoAh perchè franger m'è toltoQuesti miei ferri malvagi?SCENA
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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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