Pria che suelarti il NomeConcedimi con l'OpreMeritar, che ne chiedi.Venil. Mi reggo appena. Naus. O boccaTutti dal Mar traestitra se.Delle Conche 1 tesori.Quello, che di celar forse ti caleNon t'obbligo a ridir; Ma quindi lungiE d'Ancelle, e di ServiDenso stuolo non è. Noi quivi menaCon più diſciolto paſſoL'orgogliosa a mirar Onda marinaIl facile cammin. Meco ne vient;Ricoprirari di nuove Spoglie il fianco,Poserai dai disagi.Questa è Corcira, e quella,Che là sorger tu miriE d'Alcinoo la Reggia. Vn suol tu premi,Ove ha favori il Merto, e benche oppressaDa cleca Deità, Virtù s'onora.Venil. Va Nausitea cortese. Naus. Egli innamora.Teleg. Ricusar non mi giova. Agl'alti Doni,Che benefica porgi, io stendo umileLa destra obbediente,E seguo
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Telegono : tragedia per musica ; rappresentata alla corte Elettoral Palatina il carnovale dell' anno 1697
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