SCENA QVINTA.Coro, Egone.Reſta tu aita a chi ferito langve;E a un atto di pietà l'altro succeda.Ego. Férito e chi? Cor. Camerte; e largo sangveVersa da larga piaga.Ego. Il feritor? Cor. Fu Remo. Ego. O Remo ardito!Nè fu chi 'l difendesse, o vendicasse?Cor. Tardi alle grida accorsiCercan dell' offensor 1 tuoi Serventi.Lascia lor la vendetta; e tu che sai,Che a noi spesso gl'insegni,Gl'usi occulti dell'erbe, e la virtute,Nelle vicine CaseAll' infermo Paſtor porta ſalute.Ego. Numi che fia, e qval mar giorno è qvesto!SCENA SESTA.Ersilia, Romolo.Innanzi agl'occhi ancor mi vieni, e parteNon avran qveste SelveRiposta sì, ove il tu'ardir non giunga?Rors,G iij
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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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