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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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L'obbedirti a me non liceRom.Qvando vieti, o bocca bella,Ch'io ti segva, e che t'adori;Che, se vanne il labbro dice,Dice il gvardo in sua favella,Resta, torna, ed ama, e mori.Ers. (Non diresti gl'è fido.Si ben di lusingar costui l'arti?)Fugh'io, se tu non parti.Rom. Ah! Ersilia pietà, fermati, senti.Ers. Con qvella man, ch'è reaD'impuri abbracciamenti.Non sia, che tu mi tocchi, e che più ardiscaAlzar da terra in qvesto volto il gvardo,Pastor lascivo, adulator bugiardo.Rom. Qvali a tua crudeltà cerchi pretesti?Ers. Oh! t'avran consolatoDella mia crudeltà di Nisa i vezzi.Rom. Di Nisa? Ers. Vedi, come ben s'infinge,E franco, e disinvoltocolor non muta in volto!Rom. Ninfa, s'io di Nisa,Mille Abissi disserri, e 'l suol m'ingoi.

Erl.