Ninfa, sia con tua pace,Io mi sento maggior di mia fortuna;Ed il chiaro ardor mio te ne sia prova;Che un sì bell' ardimentoDentro a petto volgar luogo non trova.Perchè darmi in cor sì teneroUn sì nobile desìo,Se dovea lo stato mioFar inciampo a un bell' amor?Ciel, se vivere degg'io,Cangiar fammi o sorte, o cor.SCENA QVINTA.Faustolo, Romolo.Resto. Rom. Padre! Fau. Non possoPiù formar voce: Il LupoRom. Ben il Lupo vedesti,(sa?Sì fioco sei, e rabbullato i crini.Fa. Ne strozza-Ro. Chi? Fa. La mia Capraia. Ro. Ni-Fau. Corri, vola in su' aiuto. Ro. E dove? Fa. Al fon-(te.Rom. Cedimi qvesto dardo.Fau. Stupor sarà, se non la trova uecisa.Salva-
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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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