E mi disfaccia in piantoCol vanto d'onestà rigor di stella.Fide Piante beate,Che delle fronde vostreTalor tetto formateAi furtivi amorettiDei dipinti augelletti,Se da turbine, e gielo il Ciel vi gvardi,Non vi dolga, ch'io scriva il caro nomeNella vostra corteccia,E delle piaghe mie qvasi in vendettaVoi ferendo in più luoghi,Un gran tormento in poche note io sfoghi.Scrive col Dardo in un Tronco; soprarrivaRomolo, e legge.SCENA SESTA.Romolo, Ersilia.Angve d'amor chi scrisse, e lui, che adora-„Segvi. Ers. Ardito Pastor, quà chi ti mena?Rom. Il mio destin, che certoVuol, ch'io sia di mia morte.Le incise note invan cancelli, invano;Chi
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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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