SCENA QVINTA.Romolo.Val pel notturno orror striſcia di ſtella,Scende tral mio doloreQvesta lusinga a rischiararmi il core.O avventuroso il Fratel mio, che trovaAppo coſtei corriſpondenza, e vediIn mille Tronchi 1 nomi loro incisi!Ma che? l'illustre fiamma, onde sollevoOltr' il baſſo mio ſtato i penſier' miei,Merita ben, ch'io mi distrugga in pianto.Qvesto d'Amante è il vanto,Maggior de' suoi tormenti aver la fede,E morir servo, e disperar mercede.A più gioie Amante amato;Ma un Amante sventuratoA più gloria dal su'amar.L'un del premio, e l'altro godeDella lode;E talor fà forza al fatoLa costanza nel penar.B iij
VII.