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Faustolo : Favola pastorale per musica, rappresentata alla Corte Elettorale Palatina
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La favella del Ciel. El v. Io per me nullaAl Cielo chiesi; e lente, la fresc' aura m'invitava, e l'erba,Chinai le luci; e dormirei tutt' ora,Se non che risvegliommi il Sol nascente.Rom. Consigliar col tuo cor mancami adesso:Soli Oracoli miei, voi dolci labbri,Di saper siami il mio destin permesso.Ers. Gvarda non ti pentir di tua richiesta.Rom. Attendo morte, o vita;E se qvesta desìo, qvella non fuggo.Ers. Sai che t'ò a dir? che tu abbandoni un vanoEd inutile amor; ti concessiMeco venir della Sibilla al Fonte,Perchè a ridirmi avessiCodesta tua fola di sempre. Addio.(Quasi m'uscì di bocca idolo mio.)SCENA QUARTA.Romolo, Elvia.Uesta è morte, io ben la sento,Sento l'ultimo del martir;Ma