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Signore..... concludendo ilSanto Legislatore poco ap-pretto , dover noi apparec-chiare non meno il Cuore*che’l Corpo, ad oggetto dimilitare alla finita obbedien-Proiog. za de’ comandamenti. Ad te^Jned er S° meas J ermo dirigitur, quifqiiis' abrenuntìans propriis voluntanbus ,Domino Cimilo vero Regi miiitaturus,obedient'us fortijjima , atque preclara
arma afumis . ergo praparandt
fnnt corda , <jr cor por a noiira/anilepr<eceptorum obedienti.e mìlitatura.
Da quelle parole compro-vali ad evidenza, che lo feo-po , e ’1 fine propoftofi da S.Benedetto nella fu a Regola,non è altro, che T obbedien-za, o la rinunzia, e annega-zione della propria volontà,come ne lo infogna San PierDamiano ne fuoi Opericeli,s. Pet. Quantum ergo in Sancii Viri ‘Sene-
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