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( iat) Ved. Tom. V. ti. 218.
(z+j) lo credo, che il fai policrefto non dif-ferita punto dal tartaro vitriuoiato accennatonella nota precedente . Il folfito di potajji quiindicato dal Culien è il fai folforofo di Stabi) ilqnale quando . rerti per qualche tempo efpoftoal) aria , li conserte in un vero folfato di fo-tajfa.
(144) I! fai policrefto officinale , ovvero faipolicrefto di Glafer fi ottiene enefeohndo infiemepeli uguali di nitro polverizzato e di fiori dixolfoj e gettando quefto mifcuglio a poco a po-co in un crogiuolo fcaldato fino alia roflezz4 .Terminata la deflagrazione , fi faccia raffreddarequello l'ale, lo lì fciolga nell'acqua calda » lo fialtri per carta, e lì criftallizzi.
(245) L'acido vitriuolico unito coli'alcali difoda fommirmtra il così detto fai mirabile diGlaubero; ma unico colla', magmila /bmminiftrail {ai d'Epfom. Qudli due fili per verità han-no il fapors, e k virtù molto fomiglianti. Ved.Tom. V. n. 218.( 146) Ved. Tom. V. n. xi%.(-2,47) Ved. Tom. V. n. xiìS.( 148 ) Il tartaro folubile o fai vegetabile ,quando fia puro, è fufcettibile di prefentarfi fol-to la forma di bei criftalli folidi. Attrae, egli èvero, un poco l'umidità dell' aria, ma non perquello fi feioglie in liquore; e nell'acqua effo èpredo a poco ugualmente folubile , che il faidelia ìlocelia , cioè vi vuole a tal uopo circaquattro volte il fuo pefo d' acqua calda . Anchele qualità del tartaro folubile non fono gran far-ro differenti da quelle de! fai della Rocella, Vtd.Tom. V. n, 418. , ed tfio è quafi nello (Uffamodo decompofto dagli acidi.
( M9) Vtd. n. <;? > 54, 55 v 56.
( 2<ù) F=a le iique minerali purganti d'Ica-