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fui polmoni; ed è capace in alcune citcotlanzedì eccitare il vomito. Si diftinguono due ipeca-cuane*, 1* una fi chiama ipecacuana cinerina odel Perii , e 1' altra ofcura , o del Brafile. Laprima ha un colore efterno cinerino, ed una grof-fezza di due in tre linee; e l'altra ha un colorellerr-o ofcuro, ed una groflèzz»- di circa una li-nea . La prima vien riputata migliore della fe-conda . Il principio attivo del!'ipecacuana efifìenel!» parte corticale , e perciò nelP apprestarequella foftanza fi dovrebbe aver molta attenzionedi fepararne, e gettarne via la parte legnofa ,che» come abbiamo detto, coflituifee una fpeziedi nervo o filamento bianco nel centro . La vir-tù emetica dell' ipecacuana efifte nella fua partexefinofa, ma quella è cosi congiunta colla patteeftrattiva acquofa , che un meftruo acquofa nee/rrae tempre qualche porzione ; /'acquavite , fecon-do preferive il Ltwis.è il meftruo il più adattatoper titrarre le due differenti materie estrattive ,fpiritofa , ed acquofa. I Collegi però di Londrae di Edemburgo adoperano in vece il vino, ilquale certamente non eltrae la parte refinofa co-si completamente , come l'acquavite. Il vino d'ipecacuana, fecondo la Farmacopea di Londra *fi fa mettendo a digerire per dieci giorni un'oncia P. di radice d'ipecacuara pedata in unalibbra M. dì buon vino bianco, e poi filtrandoil liquore. Né molto differente è quella prepara-zione da quella propofta da! Collegio di Edem-burgo . La dofe di quella tintura è da mezz* on-cia fino ad una.
(148) L' ipecacuana data in polvere produceil vomito più facilmentej che il vino, ed anchepiù comodamente, foprattutto quando vi fi vadafoprabbevendo dell'acqua tepida.
(149) Il vino in parte s' opporrà all' azione
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