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NOTE DEL
«luetica del/' ipecacuana, e perciò s'avtà un pialungo contratto prima che il vomito fucceda .
(150) Che coli picciole dofi d' ipecacuanaabbiano alle volte prodotto il vomito, cib fideve attribuire o ad una particolar idiofincrafta,o veramente ad un grado rtraordinario di fenfibi-Ina delle perfone, a cni fi é apprettata.
(151) Il Pringls dice d'aver apprettato conmolto vantaggio nella difTenteria f>i/iofa, e nellefebbri biliofe uno o dae grani di tartaro emeticounitamente ad uno fcropolo d' ipecacuana,
(15») Cioè 1' ipecacuana è più efficace dell'afaro, e del cardoncello. Riguardo al tartaroemetico, egli fembra, che l'azione di quello fieftenda più in là, che quella dell'ipecacuana , eche nelle prime vie effo fia atto a produrre unturbamento maggiore di quello , che l'ipecacuana.C 15j ) Il Pringle nella diflsnteria biliofa rac-comanda i' ufo dell' ipecacuana a picciole e repli-cate doCi, cioè cinque grani per due o tre voltefra la giornata. Egli conebbe, che quindeci gra-ni dati a qtifda maniera Cogliono evacuare pihche trenta prefi tutti ad un tratto. L'inetto Au-tore offervò , che \' ipecacuana tvutcwa più gio-vevoie in quella malattia, quando evacuava mol-ta bile per vomito, e produceva delle purga-gioni per ftceflo. Dal refto io credo , che l'u-tilità dell'ipecacuana nella dilfenteria fia eziandiodovuta all'effer la medefima atta a produrre unamaggior determinazione d'umori alla fuperficiedel corpo, ed a fciogliere quindi gli fpafmi deiminimi vafi in quelle parti elìdenti, ed a favo-rire la lenfibilej e 1'infenfibile trafpirazione. Sifa bene, quanta relazione fia tra quen'eferezio-né cutanea, e la condizione degli umori del bif-fo ventre.
(154) Quando s' abbia infiammazione, atta-mente non avrà luogo ne 1' ipecacuana , ne qua-lar»-