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nodo/a , ha un colore cinerino-ofcuto-, tin odoreforte Cimile a quello della valeriana , ma piùnaufeofo -, un fapore aromatico, ingrato» acre ,che affomiglia un poco 3 quello dell' ipecacua-na, ma è più aromaticoj e meno amaro. Quan-do viene mafticata irrita la lingua,e le fauci", tieccita naufea.
(146) L'erigevo o cardonceìlo corrifpondentcal fenecio vulgaris del Linneo quando ùa infufonell'acqua, iomminittra wn blando emetico. Ap-plicato efternamente fi è creduto aver un poterevulnerario, e refrigerante. Le foglie di quellapianta hanno un fapore erbaceo, e qualche pocoIalino, ne tramandano fenfibile odore. Cullenperciò dicendo, che quella pianra è acre, fembraaverla confufa eoli 5 erigeroti acre pedunculis ai'ternis uniflorts del Linneo . Però ne 1' una né1' altra di quelle piante viene attualmente u-fata.
(147) La radice d'Ipecacuana ci viene dall'Indie Occidentali, in pezzi cilindrici, tortuofi ,ruvidi e/rernamente, e marcati di profondi foìchicircolari, che avrivano fino ad una fpezie di fi-lamento o nervo bianco, cVie occupa \a parte dimezzo di quefta foftanza, e ne coftitgifce la par-te legnofa, per modo che la corteccia viene fe-parata quali in tanti dittimi anelli . Quella cor-teccia è compatta, fragile, e quando fi fpezza ,apparifce nella fpezzatura Irfcia , e refinofa . Quan-do è intiera, non ha coniiderabife odore , maquando fi polverizza, tramanda cffiuvj naufeofi.Il fuo fapore è amaretto, e naufeofo; e quandofi maftica , efprime un po' d'acrimonia , che irri-ta per qualche tempo le fauci, e copre la lin-gua di una materia, che ha apparenza di rnuci-laggine. Mentre lì polverizza, la polvere, che fifolleva, (limola il nervo olfattorio; promeve al-cune voice lo fternuto: femfara sgire ezhndio
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