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a fciogliere ii mercurio; finalmente che il msr*~curio non moftra alcuna facoltà veramente antel-m/nt/ca, mentre Torti ofiervò che i ver^i inquello pofti vivono egregiamente, e Scopoìi af-ferma d'aver veduto andar foggetti oltre modoaivermi quelli, che travagliavano nelle miniere diquefto metallo. D'altra parte egli non è impro-babile , che una porzione del mercurio, che vien,internamente prefo, foffra nelle prime vie unqua/che grado di offigenaziorve , che la renda at-ta ad entrare nel fiftema della circolazione, ed a.produrre quindi varj effetti. Si è oftervato infat-ti molte volte , che il mercurio introdotto perquefto modo ha prodotto la falivazione , il tre-mar de' membri, e varj altri fenomeni, che fo-gliono apparire dagli oflidi di quefto metallo , odalle fue preparazio.ii faline . L'acqua per mez-zo del fuoco può facilmente offìgenare una qual-che picLiola porzione del mercurio, febbene ciòpunto non appari fot d* li' e fame del pefo avanti ,e dopo l'operazione; mentre Ja quantità di of-ìigenio, che fi unifce col mercurio in tale occa-fione può compenfare quella quai-.cità di mercu-rio, la quale pattando allo (lato falino va a rne-fcolartì con l'acqua. Io certamente ho veduto da.quefto ufo per lungo tempo ripetuto effere at-taccate le gengive, ed elTer portato molto pre-giudizio a"i denti. Riguardo all'Ileo io non cre-do, che quefto rimedio, febbene fi fuppone intal cafo operare col fuo pefo, ila il più conve-niente, mentre (tirando varie porzioni degli in-leftini può eflb medefimo chiuderli il varco , efetvirfi d' impedimento. L' ho veduto adoperaruna volta in un vomito pertinace » che Ci è ere-duto dipendere da oftruzioni del piloro , e vera-mente per fuo mezzo s' arrivi) ad ottenerne laguarigione. Da tutto ciò concluder fi può, cheil mercurio vivo non è il rimedio , a cui deb-bia-