ao8 PART. II. C.4P. XXII.tici,, e po/Tono fpeffiflimo ufarfi per eccitare il{udore.
Opmm .
Quella follanza è (lata in ogni tempo confide-tata come un potente fiidorifero; e non vi è (la-ta quali alcuna celebre compofizion fudorifera»nelia quale l'oppio non abbia formato un prin-cipal ingrediente. Sebbene io ho trattato di (opra,abbaftanza ampiamente delle qualità mediche diquefta foftanza, ella merita però di efler anchein quefto luogo confederata ; e la quellione , chefpezi* : mente ci fi prefentg, è quella di fpiegareda ^ual cofa particolarmente dipenda il poter fu-dorifera dell'oppio.
A quello proposto noi accorderemo, che il po-tere {limolante dell'oppio neli'eccitare l'azionede! cuore, e dell' arterie può aver una parte prin-cipale ne/ produrre il fudore ; ma io foftengo ,che l'oppio fa ciò più facilmente, e più (ìcura-menw di ogni (limolante, che opera nella {le(T&maniera : e ciò fi può fpiegare folamente , fecon-do io pento , col Supporre, cVia l'oppio unita-mente, al fuo potere (limolante eferciti il fuo po-ter fedativo.
Quefti poteri devono fpezialmente agire fulleparti le più dittanti dal fenforio , che fono tuttii minimi vafellini. L' oppio roanifeftamente di-minuifce l'attività di quefti vafi , e perciò fop-pame latte le efcrezioni ; ma anche quello devefuccedere con qualche riiaflamento del loro tonoe tendone, onde pollano più facilmente cedereall'impeto accrefciuto del fangue nei vafi mag-giori . In quello modo noi fpieghiamo il potecfudorifero di quefta foftanza ; e noi pretendia-mo, che quefta fpiegazione Ci accordi con tuttele varie operazioni, e qualità medicinali dell'op-pio,