t?ò PAKT. II. CAP. XX lS) tereium gcanurn fluere urina parum gramola„ /angliinolenta $ dein pituitofa , tandem limpidaj, coepit, curri dyfuria . Continuavi, quia fyrrl-„ ptomata estera ftatim mitigata funt, medica-„ minis ufum , ad nonam ufque dofìm : quo fa»5, fto, magis magifque, & tandem Jargiffime ad3 , plures, in dies menfaras fine febre, dolore, pro-„ diit urina limpida, imminutis fymptomatis o-,, mnibus, fenfimque fola ejus rimedii tirvptmcf j5, conva/uit homo , jamque fanus vivit „ .
Per alcune accidentali circostanze io mi fonetrattenuto dall'imitar queftà pratica, e mi preftin ciò minor premura leggendo Wichm3n , edi*tor deli' Opere di Werlhoffio, il quale in unanota fu quefto foggetto olferva , che Werlhoffio'iteffo non continuò ad ufare Je cantarelle nell"idropifia , ed altre malattie ( 540 ) .
Io però ho creduto neceffano d' èfporre tattociò a'miei lettori.
Le cantarelle fono date frequentemente impie-<gare nella cura delle ma'attie cutanee , e fono atal uopo particolarmente raccomandate dal Dot-tor Mead -, e ficcome fi può giuftamente fuppor-rc , ch'ette paffino per trafpitazione ugualmente ,che per orina , gli efemp; prodotti della loroutilità poflono effer veriffimi . Il dotto mio arni-co Dottor Smyth Carmichael fra gli altri tenta-tivi da lui fatti per fanare le malattie cutanee »s'immagino molto opportunamente di provare lecantarelle. In un cafo effe realmente riufeirono ;ma varie altre volte effe interamente mancarono $febbene fodero date in gran copia, e per quan-to io fo, non fé ne fono fatti ulteriori efperi-menti.
In un'altra malattia fi fono frequentementeimpiegate Je cantarelle, e queit'è 'a gonorree.Riguardo alla loro efficacia in tali cali, no; ab-biamo la teffirnonianza del medefimo rifWtabife
Me-