o6 TART. II. CAP. XIX.
*jenza, noi fumo perfuafi , che ogni qual voltsnon fi abbia infiammazione, o putrefcenza, unadifenteria fi potrà facilmente guarire con queftimezzi ( 154).
• Fra tutte le fpiegazioni, che fi fono prodottefopra l'operazione dell'ipecacuana nella predetta.malattia , noi troviamo, che la fola , che fi poi-fa ammettere , e foftenere , e quella del Aio po-ter laffativo ; ed in conferma di ciò egli è iratofpeffe volte ofiervaro, che l' ipecacuana non cor-rifponde a tale oggetto fé non quando riefce più.o meno purgante: e la fteffa cofa viene confer-mata dall'offervare che gli altri emetici divenen-do (affativi fono ugualmente che l'ipecacuanaod anche più di effa efficaci (155). Vedi il dot-to Signor Giorgio Baker de Difenteria pag. 26.
Vi fono molte altre virtù attribuite all'ipeca-cuana } le quali tutte però mi fembrano dipende-re folamente dal fuo potere emetico , e potertirealmente ottenere daWufo di altri emetici. Perla qua\ cofa noi potrefSmo tralafciar di parlard'avvantaggio di quefta droga; ma io farò an-cora una o due riReSioni fopra alcuni particolaritifi del'a medefima .
Ella è ftata particolarmente raccomandata nel-la cura de 1 'e febbri intermittenti; ed io conobbiun Pratin, che curava quefle febbri col dareun'ora prima del tempo dell'acceffione cinquegrani d'ipecacuana, ovvero tanta , che atta fof-fe ad occafionare un alto grado di naufea , e diaffanno fenza vomito , e praticando una o dueVolte quello metodo, egli frequentemente otten-ne il bramato fucceffo. Egli è vero, che ciò fipnò effettuare anche col tartaro em'tico, ed iofio raccomandato al m<°defimo Pratico di efperi-mentare anche quefto; ma egli mi afficurò, chein parecchie prove , eh' egli ne avea fatte , gli$ra riufcito difficile di regolarne la esofe per ma-.
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