fcafionì, in cui il mercurio fu introdotto in grancopia nel corpo, io non ho offetvato apparire al-cuna differenza nello flato del fanoue tratto dal-le vene. D«Ho /limolo, che il mercurio efercaafull* intero liftema , io ho Tempre trovato, che iSian'Jue prendeva h medeiìma lemfaiariza , eh' eglifuof inoltrare nelle malarie inn\<mmatorie , eparticolarmente io non ho mai ofiervato in al-cun cafo una diminuzione della fu a ordinariaconfidenza.
Si è creduto comunemente , che il mercuriodiminuifea 'a cenlìftenza del (angue, e ne ac-crefea maltiflìmo la fluidità , ma per quanto ioio. non ù è prodotta col fatto alcuna prova evi-dente di qudta opinione : ed io credo, eh' tliaila Hata immaginata fopra fatti erronei, e faft«»lìuta da ùpareorià, eh-mi fembra priva di fon-damento. Quella teoria però è (Ina co»! comu-ne, ed umverfale, ch'io giudico neceiiar/o dimolìrarne la fallita; ciò eh'io intraprendo foprale legucnti confiderazioni.
Oltre 'e obbuzioni generali, eh'io ho fatte difopra a ! la dottrina degli attenuanti, e degl'inci-denti, fembra malilTimo fondata l'applicazionedel mercurio ad un tale oggetto. Si è fuppotto,che la Pravità fpecifìca delle particelle'del mercu-rio poff* dargli una forza maggiore dell'ordinarioper dividere le porzioni coerenti dei nollri fluidi .Ma fé lì rifletta, che le particelle di lutti i cor-pi coll'efler divife aumentano tanto in volumerelativamente alla loro quantità di materia, chela refiltenza del loro palfaggio per gli altri fluidiè tanto accrefeiuta, che il più pefante di tutti 1corpi, l'oro, può eflér così divifo , onde reftariofpefo nell'acqua , e febbene noi non polliamoprecifamente determinare quanto le particelle dimercurio poffano edere divife nelle fue differentipreparazioni , nondimeno fi può francamente