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mai né avanti né dopo una Umile, Tutto ^u«!giorno provò acute dogl'w, e rigidezza per tuttoil corpo, come s'egli fo(Te flato efpoflo al fred-do, od avefle ftraordinariatnente faticato; maquefti e tutti gli altri fintomi fparirono pochi dìdopo intieramente.
( 130) Ved. n. 1.
(131) Quindi è che i più forti veleni, cioèil fublimato corrofivo, il giufquiamo, 1* aconi-to , la belladonna , l'oppio ec. fi ponno dareimpunemente, quando fi apprettino in picciolifli-nie dofi, fpezialmente da principio.
( 132) Egli è perciò, che il Fontana trovò,che una certa quantità di veleno di vipera, ilquale introdotto nelle vene d' un anima/e piccio-lo era atto ad ammazzarlo, tiufciva meno effica-ce, quando veniva nello fteffo modo applicato inun altro animale della ìteiTa fpezie , ma d'unamole maggiore.
(ig$) Perciò gli animali a fangue freddo nonrifentono l'azione di alcuni veleni, come quellia fangue caldo.
( 134) Perciò nell'efperienze da Fontana fattefui veleno della vipera, s'oflèrvò, che quandola morte fuccedeva prontamente per fiffatto vele-no , il fangue moftrava fegni di coagulo, e chequando la morte fvecedeva più tardi , il fanguecompariva difciolto. Così pure negli efperimentifatti coli'olio di lauro-cerafo da quelJ'ilJuftre of-fervatore , quando più prontamente morivano glianimali, minore appariva la reazione del fifte-ma. Per la iteffis ragione eziandio nelle febbri dicarattere maligno i fintomi non fono così forti»ed il fiitcma non reagifee con tanto vigore comenelle altre fabbri .
(13$) Vi furono molti Autori i quali lodaro-no la canfora nelle febbri infiammatorie, fra'qua-!i meritano d'eflcr nominati HofFmannO, e Werl-
ho-