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4 (1798)
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NOTE D E L

(irò) Riguardo alle fenfazioni dellavìGone,e del fuono, gli (limoli, che le eccitano, fonofempre i medefimi fotta varia modificazione,cioè nel primo caio la luce, nel fecondo 1' aria.D'altra parte nello dato naturale, le porzioninervofe, che fono la bafe di particolari fenforj atali divelti, generi di fenfazioni desinati, fononon molto divetfamente difpofte , e munite, per-chè rifultino tentazioni Ai motto àiffiretite in-tendone, quando la (teff* quantità di ftimoloVengavi applicata. Vi farà però una diverfità di-pendente da una diverta condizione del fluidonervofo nelle predette nervofe porzioni, e nelcomune fenforio ; e coli pure dalla differentepienezza de' vafi minimi in quelle parti confluen-ti ; e finalmente dalla varia attitudine di conce-pire una diverfa fenfazione riflelfa ad un datoeccitamento. Che il genere di ftimolo foffe intali fenfazioni cangiato, p. e.' il fluido, cheeccita la fenfazione del fuono foffe o d* un' ariapiti denfa o d' un altro fluido elaftico più denfbdell'aria, in tal cafo li produrrebbe una fenfa-zione confìderabilmente più forte dell'ordinario.(211) Gli odori fembrano dipendere da unadoppia azione deìle particelle odorofe fu/I'e/tre-mi del nervo olfattorio , cioè da un certo gradodi affinità di combinazione colla foftanza nervo-fa, e da un moto vibratorio eccitato fui fluidonervofo o immediatamente o mediante una limi-le imprtflìone fui folido nervofo. ( Ved. T. II.n. 80. ) Le particelle odorifere fono tenuillìme,e molto volatili, e perciò vengono nelle foftaozeodorofe ritenute da altre foltanze pài fide, collequali li trovano combinate, e le quali in granpatte le accompagnano anche quando (ìano di-fiaccate da'corpi predetti. L' eftremità nervofedel nervo olfattorio, fu cui teli parti odorifereefercitano la loro azione, fono pofie talmente a

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