TRADUTTORE. 389
nudo, onde rifenn're con badante forza così fatteimpreflìoni; le quali d'ajtra parte effendo d'ungenere più groflolano , per fervirmi di quellotermine, di quelle» che s'operano nelle fenfa-zioni de//a vifione, e dell'udito, p«rciò i loroeffetti fopra tutta l'economia animale farannopiù conlìderabili. Si offerva quindi in alcune cir-costanze di flncopi rifvegliarfi le languenti forzedella vita per mezzo degli odori . Altre volte fioffervano dall' applicazione degli odori produrfide'vomiti e purgazioni per {eceffo - , altre voltefuccedono dell'emorragie; altre volte delle con-vullìoni, delie veglie, de'dolori di capo. Final-mente s'è o/7èrvaco, che per tai mezzi fi è riu-/cito a fortificare tutto il fi (tema nervofo, ad au-mentare l'infenfibile trafpirazione , ed a prefer-vare da epidemiche malattie. Quando 1' azione ditali rimedj è forte, i loro effètti faranno più pron-ti, ma nello fteffo tempo meno durevoli: quan-do è più debole e continuata , tali effetti farannomeno vivaci e pronti', ma nello fteffo tempo piùlunghi e permanenti. Generalmente poi quantoil /i/tema nervofo è più debole, tanto più vivae violenta farà l'azione di tali fofianze.
(zìi) Il fapore de'corpi dipende da un certogrado d'affinità di combinazione delle particellefaporofe colla foftanza nervofa inferviente al gu-fto ( Ved. T. II. n. 80. ) Siccome in tal' azionenon fi ha quel particolar moto vibratorio, cheabbiamo detto produrfi dalle particelle odorofeiul nervo olfattorio; e fìccome da una parte leparticelle fapide fono più grolfolane delle odori-fere , e le «(fremita nervofe infervienti al guftofono più difefe dalle forti impreflìoni di quello,che quelle infervienti all'odorato; perciò i corpifaporofi non producono full' organo del gufto ina-preffionj di tanta forza, e così diff'ufibili, comeabbiamo detto farfi da' corpi odorofi.
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