CITTA* DI VINEGIA. 309oltredichè Caffiodoro fcrive , come dicem-mo, che l'ordine di quelle Mole era bel-liffimo a vederfi, effendo difpofle eoa sì-amabile utilità, che coprivano le navi da'pericoli, e arricchivano con grande abbon-danza i coltivatori.
In quelle Ifole adunque fi ritirarono gliAltinati per fottrarfi al furore degli Unni,che fotto la condotta di Attila devaftavanola Venezia . Ma o non fu del tutto difo-lato Aitino, o fu in parte riparato dallefue rovine, mentre in efTo è rimario ilVefcovo colle cofe piò fagre. Continuandoperò ad effere inquietate le Città dellaVenezia, ora da' Longobardi , ora dagliUnni; e concioffiachè il Re Rotari checominciò a regnare negli anni 641. favo-riffe l'Arianifmo , col permettere che nelleCittà a lui foggette vi foffe col VefcovoCattolico anche l'Ariano: Paolo Vefcovodi Aitino, feguendo l'efempio degli altriVefcovi a lui vicini, i quali per fottrarfialla crudeltà de'Longobardi aveano trasferi-te nelle Ifole le loro Sedi, pafsò con quelliparte del fuo popolo ch'era Cattolica adabitare inTorcello, e quivi ffabill la fua.Sede , avendo portati feco i Corpi de'San-ti Xeonifio , Tabra, e Tabrata , e di S.Liberale, infieme con un Braccio di S.Jacopo Appoftolo, e con tutte le cofe più
V s