CITTA' DI VINEGIA. »S 7dove fi profeffa la Regola di S. Agoftino,Tengono ricevute quelle Donne peccatrici,le quali bramando emendare daddovero laloro vita licenziofa, e difonefìa , cer-anoritirarli dal Mondo, ed avere un fi curoricovero. Elleno fono d'ordinario al nu-mero di 300. in circa; non effendo am-meffe tutte univerfalmente ; ma folo quel-le, che per la loro beltà ed avvenenza fitemono in pericolo di ricadere ne' vizj.La Chiefa che fu fabbricata dopo la metàdel decimo feftofecolo, non è molto gran-de , ma bafìevolmente ornata. Sei fono gliAltari ben difpofti, adorni di belle e vaghePitture; tra le quali ve ne fono alcune delPalma, di Alvifedal Frifo nipote di Pao-lo , di Baldiffera di Anna, di Matteo In-goli, e della Scuola di Tiziano.
Sulla punta Occidentale di queft'Ifolagiace la Chiefa dedicata a' Santi Biagio eCataldo col Moniftero di Monache Bene-dittine , fotto il nome di
S. BIAGIO. Rimarlo poi abbandonatoquello luogo, la B. Giuliana della Famigliade' Conti di Collalto che foggiornava inPadova, venne xVinegia, e ottenutolo,v'iftituì un Ordine di Monache Bcnedit-tine. Morì la buona Donna negli anni1160. con odore di fantità : e in fattitrentacinque anni dopo la fua morte, fu