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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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po la tirerai in telajo, e vi daraila vernice.Quando le pitture fossero corose, cre-pate, mancanti d'imprimitura, erotte. Piglia cera bianca onc. una,e mez., Trementina, fior di pietracotta ben sottile, Olio d'oliva, d'o-gni sorta onc. 1. e fa il tutto bol-lire in pignatta nuova vitriata, esempre va mescolando, poi il tut-to colerai per tela ben rada in ac-qua fresca, e formerai un pastello,del quale ti servira:, mediante unaspattola, o sia cucchiaja da chiu-dere le fissure, o rotture dei qua-dri, sopra di queste poi darai unamano d'olio di noce crudo, e quan-do sarà asciutto, potrai liberamen-te dipignere sopra detto pastello.Quando fussero pitture dipinte sulleasse, o tavolette soggette alle tar-me per ripararle, vedi quanto si èdetto nel S. Disegno.Quando fussero dipinte sulle asse, otavole corose, o infracidite dall'u-mido nel di dietro: allora devi por-re il tuo quadro sopra una tavolapiana, e sotto vi sia qualche pan-no, d'indi con lo scarpello devilevare di dietro tutto il legno tar-lato, o infracidito, sino che arrivial buono, d'indi si faccia il seguen-te stucco: Prenderai segatura di le-gno di noce quanto basti, e si pas-si per setaccio, poi si prenda olicodi noce, trementina, e cera vergi-ne, parti uguali; si facciano lique-fare a fuoco lento, poi si getti den-tro l'ebolizione tanta segatura dilegno, che faccia un pastello, cheabbia consistenza, e s'impasti conle mani, e riesca piuttosto un pocoduro, e con spattola, o cucchiajasi riempino le rotture, poi sopratutta la tavola si diano due manidell'empiastro, per riparare le pit-ture dalle tarme, come si è dettonel §. Disegno. Sarà ancora in tualibertà il foderare nel di dietro iltuo quadro con altra tavola di le-

549gno duro, sopra di cui potrai dareuna, o due mani del suddetto em-piastro. Avverti se le rotture fus-sero passate dall'una all'altra par-te della tavola; in tal café si pon-ghi una carta unta d'olio di noceſotto la rottura, e quando ſarà fo-derato, come si è detto, si volti ilquadro, e si levi detta carta, e so-pra lo stucco si diano due manid'olio di noce crudo, e quando sa-ra asciutto, si faccia dipingere quel-lo, che manca da perito Pittore.II suddetto stucco fatto meno con-sistente si può usare ancora così cal-do, versandolo nelle rotture, e poilasciarlo raffreddare da,Vernici diverse.Piglia Acquavite onc. 4. Sandracaonc. 1. Olio d'abezzo mez. onc.Del tutto si faccia ebolizione a ba-gnomoria, e si adopri. Altra. Ac-qua di rasa onc. 5. Trementina chia-ra onc. 2. poni ogni cosa in bozzadi vetro, e fa stare al sole per ot-to giorni, e sia sbattuta due o trevolte ogni giorno.Vernice detta del Correggio, e delParmigiano, Piglia Olio d'abezzochiaro, onc. 3. e lo farai liquefarein un pentolino nuovo a fuoco len-to; poſcia lo levarai dal fuoco.è y infonderai entro onc. 3. d' oliodi sasso, e mescolerai; poi cosìcaldo lo darai sopra la pittura.Questa è la vernice più sottile,e più lustra d'ogni altra. Altromodo. Piglia Mastice bianco, e lu-stro, e ponilo in un pentolino nuo-vo a fuoco lento, infondendovi oliodi noce chiaro in tal quantità,che copra bene il Mastice, e men-tre bolle, mescola sempre, poicola per pezza rada, e adopralo.Se brami, che sia più lustra; neltempo, che bolle, aggiungivi unpoco di alume di rocca abbruciatoin polve sottile. Di questa verni-ce si può servirsene ancora negli az-zurri