la morte sonravvenutagli in età di90. anni nel 1514. non potendo ter-minare la Baccheide, che dipigne-va per Alfonso I. Duca di Ferra-ra, su terminata dallo stesso Ti-ziano, ed ora il quadro sta in Ca-sa Aldobrandini. Ridolfi par. 1. fol. 47.ZAN BOLOGNA Scultore, ed Archi-tetto Fiammingo, nato circa il 1524in Dovai. Fu scolaro di JacopoBeuch; pervenuto in Roma moltostudiò dall'antico, e dal modernoformato un certo modelletto di ter-ra, e finito con perfezione, portol-lo a vedere al Buonaroti, il qualol'infranse, col dirgli, che andasseprima ad imparare di bozzare, poidi finire: quest'accidente acceseglinell'animo sì grande desìo di supe-rarlo, o almeno d'uguagliarlo, chenon cessava giorno, e notte daglistudj, ed in vero l'opere sue in Fi-renze, in Roma, ed in Nertunnonella bella fontana di Bologna, pos-sono competere con s'lavori dei pri-mi Scultori: furono gli anni suoi84. nei quali finì la vita. Baldinuc-ci p. 2. sec. 4. fol. 120.ZANOBIO LASTRICATI Provveditore,e sopraintendente al Catafalco delBuonaroti, mostrò la sua virtù, edingegno a fronte di tanti Pittori,e Scultori, che in quello lavoraro-no, allorachè fece di sua mano laFama. Vasari p. 3. lib. 2. fol. 206.ZANOBIO ROSSI Pittore Fiorentino,scolaro di Cristofano Allori; dopola morte del Maestro finì un qua-dro rimasto imperfetto, a cui fudato luogo in Santa Trinità nellaCapella degli Usimbardi. Baldi-nucci p. 3. sec. 4. fol 306.ZENO DONATO Veronese, detto Mae-stro Zeno, lavorò in Rimino la ta-vola di S. Marino, e due altre necondusse con diligenza, ma non de-scritte dal Vasari p. 2. fol. 427.ZUAN BATISTA MOLINARI da Vene-zia, imparò il dipignere da Pietrodella Vecchia. L'anno 1665. nac-
4³⁷quegli Antonio, il quale nella scuo-la del Zanchi ha imparato il colo-rire, e si fa grande onore nei suoidipinti privati, e pubblici.ZUANE SEGALA nato in Venezia l'an-no 1663. Ebbe per Maestro Pietrodella Vecchia, per poco tempo,stantechè seguì di quello la morte:da sè poi sull'opere di Tiziano, edi Paolo Veronese ha fatto buonapratica, e dipinse opere varie in Pa-tria. M. S.ZUANINO DA CAPUGNANO termine-rà la lunga serie di tanti Pitto-ri, con la sua vita, che in fatti fugustosa, e ridicola. Nacque vicinoa Capugnano (Luogo sulle monta-gne di Bologna.) Sognossi questoy mano d'essere Pittore, e senzaMaestro venne a stanziare in Cit-tà, dove aprì bottega, dava il co-lore a casse, armarj, e finestre, edolevasi sempre della sua sfortunain non essere riconosciuto, e tantopiù se ne querelava, quanto che dacerti furbacchiotti, che se ne pren-devano piacere, erano lodati i suoidipinti. Chiamato in campagna adipignere, non sapeva fare, che can-ne per diritto, o uccelli per traver-so, formando un -) - in vece diquelli, se li faceva pagare un tantoil cento. Ebbe ardire di fare Im-magini Sacre, che però MonsignorVicario precettollo, con proibizionedi non dipignere. Dolevasi con Leo-nello Spada scolaro del Carraccidella perfidia di Monsignore, e mo-strolli il precetto, il quale dall'a-stuto Leonello gli fu glosato, inten-dersi la proibizione di non farne pervendere, má solo per divozione, el in-dusse a dipignere una Madonna, conle seguenti parole ai piedi: Joan-nes de Capugnano fecit istam bellamMidonninam devotionis gratia. Im-brattò varie tele, immaginando.si farvi paesi con uccelli più gran-di degli uomini, alberi più piccolid'un cane, pecore maggiori d'unbue :