stal di monte, su cui intagliò laPassione di Gesù Cristo con tal di-ligenza e squisitezza, che pervenu-ta alle mani di Francesco I. Re diFrancia, fu da esso come cosa sin-golare riposta nel suo Real Tesoro.in cui anche al dì d'oggi conserva-si. Tante belle opere ha fatto questo valentuomo, che pare abbia avu-to qualche secreto di render mollie tenere le gioje e le pietre di suanatura durissime. In tutti i famosiMusei di Europa si vedono inta-gli di sua mano. In Lisbona nellacelebre raccolta del Signor Mar-chese di Abrantes, evvi un vaso dicristallo nitidissimo di buona gran-dezza, con quantità di figure cosìdiligentemente intagliate, che nul-la cede a nessuna della più insigniopere antiche. Fece anche molti co-nj di medaglie cavate dall'anticoche da chi non ha tutta la cogni-zione per originali si prendono. Col-mo di gloria per le sue rare fatichemorì in Vicenza l'anno 1546. la-sciando at suoi eredi uno studio diantichità da esso raccolto. Va-sari p. 2. a car. 290.VALERIO, e VINCENZIO ZUCCHERITrevisani, coi disegni di Tizianoin S. Marco di Venezia lavoraronomolti Musaici, particolarmente quel-li dell'Apocalisse, e certe storiettein piccioli quadretti, che osservateda basso, sembrano non solo dipin-te, ma miniate. Vasari par. 3. lib. 1.fol. 233.VANBUCLE Pittore Fiammingo scolarodi Pietro Sneydre, fu grande imitatore del naturale, e simile al suoMaestro nel dipignere ogni sorta diAnimali, e sebbene guadagnavaquanto volea, ciò non ostante spen-deva tutto superfluamente, ondemorì in miseria all'Osteria di Dieuin Parigi. Filibien par. 4. fol. 277.VANDERVERT Pittore Fiammingo, ilpiù stimato d'ogni altro Professorein quei contorni, stanteche l'opere
479sue, benchè di mediocre grandezza,se le fa pagare mille scudi: in quel-le si vede una fondata cognizione,gran gusto, un perfetto disegno, edun pennello, che finisce a maravi-glia: dei suoi dipinti se ne trova-no in Roma presso il Sign. Card.Ottoboni, e Sign. D. Carlo Alba-ni Nipote di N. S. Vive in Roter-dam Pittore attuale, e stipendiatoda S. A. l'Elettore Palatino. M. S.VASCO, chiamato nel Regno diPortogallo col titolo di Gran Vas-quez per le molte e insigni pittureda lui fatte e per tutto quel Re-gno disperse. Tutte le Regie Fab-briche, Monasterj, e Chiese per or-dine Regio fatte, adorne sono dellebelle opere di lui. Pare dalla suaparticolare maniera che abbia stu-diato nella scuola di Pietro Perugino, avendo con esattezza disegna-to su lo stile di quel secolo, edespresso con le attitudini ad evi-denza le commozioni dell'animo.Con bei pezzi di architettura, e connaturalissimi paesi dava risalto allesue pitture. Operò sempre cose sa-cre, ed in otto pezzi di singolarbellezza posseduti dal Sig. Marche-se di Valenza dipinse la vita di Ma-ria Vergine. Da uno stromento diacquisto fatto da esso di certi moli-ni, che anche al dì d'oggi diconsi1 Molini del Pittore, rilevasi esseresso vissuto circa l'anno 1480.UBELESQUI, di nome ALESSANDROPittore nato in Parigi, fu scolaro diCarlo le Brun, travagliò in operediverse per S. M. e morì Professo-re della Reale Accademia l'anno1717. M. S.UBERTO ABEYK dalla Fiandra sortì inatali l'anno 1366. e con Gio: mi-nore fratello, già descritto, in Bru-ges, ed in altri luoghi dipinse ope-re memorabili. Morì in Gand l'an-no 1426. e su onorato di sepolcro,e di lapide di bronzo in S. Giovan-ni con epitasio composto dal famosoLam-