454era degno di vivere secoli interiper gl'insegnamenti, che dava agliscolari, e per la nobiltà dei trat-ti, con i quali reſpettivamente pra-ticava con tutti. Ab. Titi. Baglio-ni fol. 52.SCIPIONE SACCO, Pittor di Ro-magna, nel Duomo di Cesena di-pinse una Tavola con S. GregorioPapa, figura maggiore del natura-le; e nella Chiesa di S. Domenicoin detta Città, il martirio di SanPietro Martire. Di costui non hotrovato che altri ne parli, se nonlo Scanelli a car. 183. il qual di-ce, essere stato scolare di Raf-faello.SEBASTIANO ARAGONESE Brescianoprofittando nella pittura, applicos-si al disegno di penna; fece consomma diligenza 1600. ritratti dimedaglie antiche con li rovesci;200. cartelloni d'invenzione, e di-segnò tutti i marmi Bresciani, lelettere degli antichi sepoleri, e lepubbliche inscrizioni. Fiorì nel 1567.Rossi fol. 517. Cozzanda fol. 131.SEBASTIANO BOMBELLI da Udine na-to l'anno 1635. Imparò in Bologna.dal Guercino da Cento, ed in Ve-nezia fu imitatore di Paolo. Vero-nese: In fatti stava per uscire Va-lentuomo nei quadri storiati, co-me da principio diede pubblica mo-stra, ma divertito dal fare ritrat-ti, tanto in quelli prevalse ad ogniuno, che fu ricercato dall'Impero,dalla Baviera, da Firenze, da Man-tova, da Parma, da Brunsuik, daLuneburgo, e da altri luoghi, pergradire at principali Monarchi, ePrincipi con la naturalezza delleloro effigie. Della sua virtù ne par-lano il Boschini nelle sue rime fol. 548.ed il Sandrart fol. 400.SEBASTIANO BOURDON nativo di Mom-pelier ebbe un genio straordinarioalla pittura, alla quale si applicòcon molto spirito, e vivacità. Vi-de Roma, e la Lombardia, e mi-
surò il suo vasto talento sopra grantele, e muri: la franchezza del suodipingere gli meritò dalla Compa-gnia degli Orefici il fare il quadro,detto di Maggio, per la Metropoli-tana di Nostra Donna di Parigiin cui dipinse la Crocefissione di S.Pietro, la quale fu molto applau-dita. Avea una mente così vasta,e ripiena di quanto avea vedutoche senza fare scelta d'uno stileparticolare, usciva fuori nei suoidipinti, ora con una maniera Lom-barda, ora Pussinesca, ora di altriMaestri, e con tutta facilità li dis-poneva, e sopra i colori dava unlucido, ed una freschezza tale, chea tutti piacea. Andò in Svezia, emeritò di fare il ritratto della Re-gina Cristiana, e se quella RegiaMaestà non fusse stata vicina a mu-tare Religione, ivi sarebbe statoimpiegato in opere grandiose. Ri-tornò dunque a Parigi, e diede ma-no a quel vasto lavoro delle setteOpere corporali della misericordia,che intagliate sono alle stampe.Mercè i suoi molti guadagni trat-tava alla grande la sua Famigliaabbondante di quattordeci tra figli,e figlie, alcune delle quali riusciro-no Pittrici. Nacque in Bourdon sulprincipio del secolo passato, e mo-rì Rettore dell'Accademia Reale diParigi in età provetta. Filibien t. 4.fol. 160.SEBASTIANO BRUNETTI Bolognese fudiscepolo di Lucio Massari, dopola morte del quale passò alla stan-za di Guido Reni, che volontieril'accolse, si per la nobile ideacon la quale avea servito più vol-te il defunto Maestro, in occasionedi ricavare Angeli, come per lamodestia, per la saviezza, e per ilbel modo di disegnare: con li suoidisegni ingannò 1 più esperti, con-trafacendo gli antichi, onde com-perati dalli sensali per originali av-vilirono quantità di Studj insigni.Mor-