—
321crebbero a tal segno, che considebene la natura nella plastica, cherandosi un Uomo, e non un Bria-potè nella scultura pareggiare i la-reo, restitui molte caparre. Entròvori dei primi Valentuomini. Sia servire Papa Paolo V. ma an-troyò in Napoli l'anno 1495. do-gustiato nei pagamenti dai mini-ve Carlo VIII. Re di Francia ve-stri, fuggì a Bologna, di dove Suadendo l'opere sue, lo condusse aSantità lo mandò a prendere conParigi, lo creò Cavaliere, e conpremurose instanze, e fu incontra-cessegli i gigli da inquartare nel suoto dalle carrozze di varj Principi,stemma. Ritornò alla Patria riccoe Cardinali. Cortesemente accoltodi gran valsente con Pellegrina Di-scalci sua moglie, e la figlia amen-dal Pontefice, gli fu assegnata stan-due Scultrici. Giugnendo l'annoza, tavola, carrozza, e provvisio-1518. alla morte, parte de' suoi a-ne: seguì l'opere del Vaticano, so-veri lasciò al Monte di Pietà, altripra le quali ebbe a dire il Cav.d'Arpino alla presenza del Papa.ai poveri, il restante alla secondamoglie, e con grande onore fu senon essere di mano umana, ma ben-sì quasi Angelica. Ritornò a Bolo-polto nella Chiesa del CarmineVasari fol. 26.gna, per dipingere la Cupola diS. Domenico, il Palione, l'AltareGUIDO RENI donato dal Cielo alladei Mendicanti, ed altre cose. SeCittà di Bologna l'anno Santo 157per un miracolo della pittura; sor-poi l'ultime opere non corrispose-ro alle prime, se ne dia la colpatì i principj di quella nella Suoladi Dionigio Fiammingo; scoprendoal giuoco, nel quale tanto si riscal-poi la terribile maniera di Lodovi-do, che più d'una volta perdetteco Carracci, lasciò quell'oltramon-in una sola sera due mila doppietana, se s'applicò a quella d'uronde per soddisfare ai creditoritanto Maestro, che di 20. anni lolavorava a tutto potere alla pri-fece comparire in pubblico con am-ma. Delle opere sue, della manieramirazione d'Agostino, e con geloelegante, e nuova, del colore,sia d'Annibale. Alla veduta d'undelle arie di teste, dei motti, allie-quadro del Caravaggio, tanto ac-vi, stampe, onori, e sue preroga-clamato in Roma, per un dipignetive, troppo lungo sarebbe il favel-re furbesco, fiero, di gran tintalarne; conchiudo dunque, che in-e di lume cadente, e serrato, sifermatosi di febbre maligna, d'an-prefigurò in contrario con tignereni 67. andò a godere [ come si spereale, dolce, e chiaro, col qualera] la gloria del Cielo, e su se-si fece un'apertura sì grande nelpolto in S. Domenico. Malvasiagenio dei virtuosi, che Roma lopar. 4. fol. 3. Sandrart sol. 185.volle vedere, quanto ammiratriceBaldinucci par. 3. sec. 4. fol. 317.dei suoi pennelli, alttretanto spet-(a)tatrice delle ribellioni, che controGUIDO RUGGERI Bolognese scolarogli suscitarono il Caravaggio, eddi Francesco Francia; servì l'Aba-i suoi aderenti. Non mancò peròte Primaticcio nelle Gallerie di Fran-Guido con la sua virtù, e destrez-cia. Malvasia par. 2. fol. 153.za portarsi avanti col guadagnarsiGUIDO SIGNORINI Bolognese Pittorela protezione di molti Principiin Roma di picciole figure; fu cuPorporati, e Pontefici. S'avanza-gino di Guido Reni, alla di cuirono in tanto le commissioni,morte fu chiamato all'eredità, cheS fpor-(a) Ha di lui S. Maestà sei pezzi quattro dei, quali furono di Modena.