GIO: ULDERICO FULTER oriendo Ti-gurino, scolaro di David HesclerStatuario, lavorò in avorio d'alto.e di basso rilievo storiette sì belleche le più rinomate Gallerie ambirono avere opere sue. Vivea nel1683. Sandrart fol. 352.GIO: UEDERICO LOTH da Monaco,su scolaro di Carlo Veneziano, pro-pagò la gloria di tanti altri Pitto-ri della sua Patria coi quadri a o-lio, ed a gomma: è vero, che inetà senile umiliò la bellezza, e ladolcezza dei suoi dipinti, moren-do l'anno 1660. ma insorse Gio-vanni Carlo il figlio in Vene-zia, a riassumere con fasto, e conlustro la gloria Paterna. Sandrartfol. 319.GIO: ZACCARIA KNELLER, con Go-dofredo suo fratello nato in Ubec-ca, girò per l'Italia; il primo fufamoso nei ritratti, nelle architet-ture, e nei freschi; il secondo neisoli ritratti. Servirono molti Princi-pi, e Monarchi, Sandrart fol. 391.GIOVITA BRESCIANO, O BRESCIANINOsu buon Pittore, che uscì dallaScuola di Lattanzio Gambara; infresco, ed in olio lavorò opere de-gne in pubblico, come registra ilCozzando fol. 117.GIROLAMO AMALTEO Veneziano, quan-do pratico del disegno, e del ma-neggio dei colori, fu osservato di-pignere con tanto spirito la tavoladi S. Vito, temendo Pomponio ilfratello di non essere da quello su-perato, l'applicò alla mercaturaassegnandogli 100. ducati annuiacciocchè non più dipignesse, e co-sì l' invidia fece perdere questoValentuomo, che averebbe fattomirabile riuscita. Ridolfi par. 1.fol. 116.GIROLAMO ANDRIOLI, Pittor Ve-ronese stimato al suo tempo. Rossine fa ricordanza a car. 144GIROLAMO BENAGLIO, Pittor Ve-ronese, seguì la maniera antica e
299secca del secolo 1400. in cui visse.Verona conserva alcuna delle sueopere. Rossi a car. 9.GIROLAMO BOCCIA, Pittor menzio-nato dal Passeggier Disingannato acar. 367.GIROLAMO BONEGI, Bolognesevien ricordato dal Zanelli nella Vi-ta di Carlo Cignani, per un deidiscepoli di esso Carlo, a car. 69.GIROLAMO BONINI d'Ancona, det-to l'Anconitano, fu amato, e di-letto Scolaro dell' Albano, al qua-le servì molto tempo, riportando-ne compiutamente quella bella ma-niera, che si vede nel dipinto del-la Sala Farnese, e nel Palagio pub-blico di Bologna l'anno 1660.GIROLAMO BOSCO, o Boss da Bol-duch [ come lo chiama il Baglionifol. 231.] Fu Pittore di profondo,e di bizzarro ingegno, vedendo nonpotere superare i Raffaelli, i Buo-naroti, 1 Vinci, i Tibaldi, i Cor-reggi, ed 1 Tiziani nell'Escurialedi Spagna, ove erano suoi quadri,inventò un modo strano, con cuidipinse di fantasia: ivi dunque sivede Antonio il Santo Abate at-torniato dalle diaboliche tentazio-ni, ideate in mostri, in animaliin chimere, in draghi, in uccellispaventevoli, che recano orrore, emaraviglia insieme: in altro quadroespresse Gesù Cristo in una circon-ferenza di luce, e di glorie, cir-condato da 14. Circoli, sette deiquali esprimono i peccati capitali,gli altri i Sacramenti: in altra grantela dipinse figure diverse rappre-sentanti i diletti carnali sopra uncarro di fieno tirato da sette ani-mali differenti, che figurano i pec-cati capitali; precede a guisa di fa-ma il Demonio con la tromba,circonda il carro una quantità dimostri, con geroglifici espressivi d'altri peccati, segue dopoi la Mor-te con la falce alla mano, e sottosi legge il passo d'Isaja: Omnis ca-